IL DECIMO PIANETA

IL DECIMO PIANETA

Scoperte fatte a partire dagli anni ‘80 indicherebbero che il famigerato Decimo Pianeta non solo sarebbe stato scoperto ma verrebbe monitorato nel più stretto riserbo. L’esistenza ed avvicinamento del misterioso corpo celeste rientrerebbe nei massimi livelli di segretezza dell’Intelligence USA, di gruppi occulti di potere e dallo stesso Vaticano.

 Nel 1983 il telescopio orbitale denominato IRAS – (Satellite Astronomico ad Infrarosso)  avrebbe scoperto un planetoide delle dimensioni di Giove nella direzione di Orione ben oltre il nostro sistema solare.

Il misterioso corpo celeste provocò perplessità tra gli astronomi che non furono in grado di stabilire se fosse effettivamente un pianeta, una cometa gigante, o una vicina protostella che non s’era riscaldata abbastanza da diventare una stella, o una galassia distante così giovane da essere ancora in fase di formazione.

“Tutto ciò che posso dirvi è che noi non sappiamo cosa sia”, disse Gerry Neugebauer, lo scienziato del programma IRAS per il Jet Propulsion Laboratory della California e direttore dell’Osservatorio Palomar presso il California Institute of Technology.

Quella dell’IRAS  fu una scoperta determinante nell’ambito della ricerca di Nibiru (Pianeta dell’Attraversamento) perché sancì l’ennesimo ed effettivo interessamento  dell’establishment scientifico al famigerato Decimo Pianeta allora noto grazie agli studi e i testi del noto sumerologo.

 In effetti il 17 giugno 1982, la NASA in un comunicato stampa dell’Ames Research Center riconobbe ufficialmente la possibilità dell’esistenza di “qualche genere di oggetto misterioso” oltre i pianeti estremi del nostro sistema solare. Diversi articoli rilasciati dalla stampa dell’epoca confermarono che gli scienziati stavano cercando davvero il Decimo Pianeta o Pianeta X.

Una conferma in tal senso giunse con l’articolo pubblicato il 19 giugno dal New York Times intitolato “Spacecraft May Detect Mystery Body in Space” dove si accennava alle sonde Pioneer 10 e 11 e a delle persistenti anomalie nelle orbite di Urano e Nettuno che suggerivano la presenza di un qualche corpo misterioso che si ipotizzava potesse essere ubicato oltre i pianeti estremi del nostro Sistema Solare. Sempre nel 1982, precisamente il 28 giugno la rivista Newsweek si occupò del Pianeta X in un articolo intitolato “Does the Sun Have a Dark Companion?” (Il Sole ha un Compagno Oscuro?).

L’articolo riportava che il Decimo Pianeta davvero orbiterebbe  intorno a due Soli (uno è il nostro Sole), ma noi non saremmo in grado di vedere l’altro astro perché sarebbe una “stella oscura”. L’articolo riportava che: “Un compagno oscuro potrebbe produrre la forza non visibile che sembra trascinare Urano e Nettuno, accelerandoli fino ad un certo punto nelle loro orbite e trattenendoli mentre passano... la migliore scommessa è una stella oscura che orbiti ad almeno 50 miliardi di miglia oltre Plutone... È molto probabilmente o una Nana Bruna o una stella di neutroni.
Altri suggeriscono sia un decimo pianeta... siccome una stella compagna trascinerebbe gli altri pianeti, non soltanto Urano e Nettuno”. Ma il 1983 è stato l’anno in cui si è avuta una vera svolta
Il 30 dicembre venne pubblicato un interessante articolo sulle pagine del quotidiano americano Washington Post che si occupò del Decimo Pianeta in un pezzo di Thomas O’Toole intitolato “Mystery Heavenly Body Discovered “ (Scoperto Misterioso Corpo Celeste).
L’articolo riportava che: “Un corpo celeste grosso come Giove e così vicino alla Terra da poter far parte di questo sistema solare è stato trovato in direzione della costellazione di Orione da un telescopio orbitante denominato IRAS”. Posso solo dire – dichiarò Gerry Neugebauer a capo dell’IRAS – che non sappiamo di che cosa si tratti”. “Quando gli scienziati dell’IRAS – continua l’articolo – hanno visto per la prima volta questo corpo misterioso, e hanno calcolato che potrebbe distare solo 80 miliardi di chilometri, si è ipotizzato che potrebbe essere in fase di avvicinamento rispetto alla Terra,....

Il corpo misterioso è stato captato due volte dall’IRAS. Il secondo rilevamento è avvenuto sei mesi dopo il primo, è suggerisce che il corpo non si fosse quasi mosso dalla sua posizione nel cielo. Questo dato – disse James Houck membro del team scientifico dell’IRAS – suggerisce che non si tratta di una cometa, perché una cometa non sarebbe così grossa come risulta dalle nostre osservazioni, e si sarebbe probabilmente spostata di più”. “E’ possibile che si tratti del decimo pianeta che gli astronomi hanno invano cercato”.
L’articolo del Washington Post proseguiva nello spiegare che questo oggetto misterioso non è era stato mai visto da telescopi ottici sulla Terra o nello spazio, ma la sua firma di calore infrarossa fu individuata due volte dall’IRAS quando questi analizzò il cielo settentrionale tra gennaio e novembre del 1983. La seconda osservazione infrarossa del corpo, che è così freddo che non emana luce, evidenziò che il corpo sembrò non essersi spostato in sei mesi. Questo suggerì che l’oggetto non era una cometa, dal momento che probabilmente si sarebbe mosso.
L’articolo spiegava anche che il telescopio infrarosso dell’IRAS, capace di scoprire oggetti molto freddi, calcolò che il corpo celeste era così freddo che la sua temperatura era di circa 273° C sotto zero.
Gli astronomi suggerirono che fosse un “pianeta gassoso gigante, grande quanto Giove”, e così vicino che “sarebbe il corpo celeste più vicino alla Terra al di là del pianeta Plutone”. Questo lo farebbe divenire parte del nostro sistema solare. L'articolo spiegò che c’erano state delle speculazioni che l’oggetto “si stesse muovendo verso la Terra”.
Comunque, Neugebauer fu attento a spegnere quell’idea gettando acqua sul fuoco come meglio poteva, pronunciando con certezza che questo oggetto “non è posta in arrivo”. In realtà tale possibilità era più che una mera speculazione e Neugebauer cercò di ridimensionare rapidamente la cosa bollandola subito come infondata. Tuttavia successivi indizi ed ulteriori informazioni nonché testimonianze emerse in questi anni hanno confermato l’effettivo avvicinamento del misterioso corpo celeste.


Le testimonianze di John Maynard e Edgar Fouché

Una testimonianza  di John Maynard un ex membro dell’intelligence USA allo studioso americano Marshall Maste che in passato ha lavorato alla produzione di programmi scientifici per la CNN, è editore ed autore di diversi testi nel campo UFO-paranormale tra cui uno sul Decimo Pianeta ed insieme a Jacco van Der Wor, Steve Russell and Janice Manning nel 1999 hanno avviato il sito yowusa.com.

Masters nell’aprile 2006 realizza un articolo intitolato “South Pole Telescope (SPT) - America’s New Planet X Tracker” in cui sostiene che l’allora telescopio antartico in fase di realizzazione sarebbe stato progettato dagli USA per rilevare il Decimo Pianeta.

Lo studioso sarebbe giunto a tale conclusione in seguito ai dati raccolti, e solo in parte divulgati dalla stampa sull’avvistamento del corpo celeste fatto dall’IRAS nel 1983, dalle successive scoperte fatte dal prof. Robert Harrington dell’Osservatorio Navale degli Stati Unti ma soprattutto dalle informazioni avute da Maynard su oscuri retroscena legati alla missione spaziale.

Partendo proprio dalla testimonianza di Maynard è possibile comprendere meglio non solo quanto sostenuto da Masters ma giungere in un certo senso alla medesima conclusione. John Maynard è stato un’analista dei servizi segreti militari americani inizialmente con l’Army Security Agency (l’Intelligence dell’Esercito) in seguito in seno alla DIA (Defense Intelligence Agency).

Nel corso dei suoi 21 anni di carriera ha visto prove dell'interesse dei militari nella questione UFO in diversi modi: comunicazioni elettroniche che non provenivano dalla Terra; fotografie di UFO fatte dai militari, visionò foto scattate da aerei spia in cui erano chiaramente visibile UFO. Diverse di queste immagini erano state scattate durante missioni fotografiche classificate da satelliti segreti come il Talent Keyhole (TK11) ed OMNI. Quando era in carico alla DIA acquisì familiarità col processo di compartimentalizzazione finalizzato al mantenimento della segretezza.

Parte del lavoro di Maynard quando era nella DIA riguardava il progetto D.O.C.L Direct Orbital Code Link (a volte ribattezzato Docile) un sistema che annovera circa 5 miliardi di dollari di satelliti progettati per comunicare con velivoli classificati dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti e possibilmente anche per esaminare lo spazio profondo. Difatti, stando alle dichiarazioni di Maynard uno degli scopi reconditi del progetto D.O.C.L della DIA sarebbe il monitoraggio dell’attività extraterrestre in entrata ed uscita dalla nostra atmosfera.

Una conferma diretta alle affermazioni di Maynard sul classificato progetto D.O.C.L la possiamo trovare nelle sorprendenti rivelazioni fatte negli anni ’90 dall’americano Edgar Rothschild Fouché in merito ai programmi speciali segreti dell’USAF e della National Security Agency (v. “Dentro l’Area 51” UFO Network gennaio 2000). Fouché, un ex membro dell’Intelligence dell’Air Force americana che ha prestato servizio a Groom Lake nell’Area 51, ha lavorato con diverse strutture aerospaziali militari e produttori di elettronica negli Stati Uniti. Ha partecipato alla progettazione, sviluppo, produzione e valutazione di volo operativo nei programmi classificati di sviluppo aereo, incluse contromisure elettroniche, comunicazioni satellitari, equipaggiamento di cripto-logica e di supporto.

Durante la sua carriera militare, è stato selezionato nei quadri e in molti programmi di sviluppo dei più recenti cacciabombardieri dell’Air Force. Altri programmi di ricerca e sviluppo per i quali lavorò dagli anni ’70 sono ancora classificati Top Secret. Fouché ha ricevuto una formazione tecnica per oltre 4.000 ore dall’Esercito e dal Governo, di cui circa la metà in addestramento classificato. Per venti anni ha lavorato con l’Aeronautica Militare e con le Agenzie del Dipartimento della Difesa, seguiti da altri otto anni come Dirigente a contratto della Difesa.“Ero uno dei pochi impiegati a Nellis - afferma Fouché - munito di un nullaosta di segretezza Top Secret, con accesso alle decodificazioni criptate.

Avevo il certificato di accesso al Modello 4 IFF (un sistema aereo che rispondeva ai codici classificati criptati). Avevo anche il permesso di lavorare su altri dispositivi criptati di cui non posso parlare. Per una serie di combinazioni e data la mia perizia tecnica mi fu richiesto di prestare servizio in un luogo non identificato………………..Al mio terzo giorno di lavoro a Groom, dovetti rimuovere un modulo da un pezzo di equipaggiamento per la comunicazione satellitare a più comparti, usato per sostenere alcuni velivoli nelle missioni speciali. Notai, mentre ero all’interno del comparto a controllare i cavi elettrici, che conteneva un’unità sigillata grande più o meno come una grande borsa, ed aveva una targa d’identità di copertura della National Security Agency.

La nomenclatura sulla targa recitava Direct Orbital Code Link. Pensai che era strano, visto che l’unità era parte di un collegamento di comunicazione digitale, usato unicamente per comunicare con veicoli dell’Aeronautica classificati. Non ero a conoscenza allora di missioni militari orbitali non affiliate alla NASA. Ricordatevi che erano gli ultimi anni Settanta. Lo Shuttle non volò fino al 1981. Disinserii l’unità e, per curiosità, rimossi la calotta dell’accesso posteriore. Con mio stupore vidi che al suo interno c’erano circa una mezza dozzina di grossi chip ibridi a circuito integrato. Il più grosso chip era collegato ad oltre 500 moduli dello spessore di un capello, ed era grande più o meno come un accendino Zippo. Il timbro d’ispezione sul chip datava 1975.

Nel 1975 le velocità più elevate di lavorazione, sui progetti più classificati, equivaleva a quella di un computer IBM 8088 che girava alla velocità di 4 milioni di cicli al secondo. Questa unità aveva una velocità di lavorazione di 1 miliardo di cicli al secondo. Fu solo dopo circa dodici anni che vidi una tecnologia paragonabile a questo chip a circuito integrato. Più tardi vidi alla ITT un progetto top secret di sviluppo di avionica. Nella mensa a Groom, sentii termini come Lorents Forces, detonazione a impulsi, radiazioni al ciclotrone, generatori di campo a trasduzione di flusso quantico, lenti energetiche simili al cristallo e accumulatori quantistici EPR (Electron Paramagnetic Resonance). Tutti i giorni scrissi sul mio “diario di bordo” tutto ciò che vidi, ascoltai e toccai. Rientrato alla base, la mia routine proseguì come sempre.

Il mio amico alla NSA, Jerald, indagò e osservò le persone impiegate in lavori molto classificati al Nevada Test Site e al Nellis Range. Stava controllando un tizio alcolizzato, che lavorava al Nevada Test Site, dove facevano esplodere bombe atomiche sotterranee. Accennò per caso ad un aereo che poteva essere lanciato in orbita e ritornare ed atterrare nel deserto del Nevada. Era un veicolo di ricognizione radiocomandato che decollava da un bombardiere B-52 ed usava dei razzi a impulso, da collocare temporaneamente in una orbita terrestre bassa per scattare foto ricognitive. Pensai che mi stesse prendendo in giro.

Poi aggiunse: “Questo aereo è pilotato a distanza tramite il sistema D.O.C.L. di Groom”. In genere non sono così lento di comprendonio, ma non feci i giusti collegamenti fino a quando disse di nuovo: “sai, il D.O.C.L... sta per Direct Orbital Communications Link.” Bingo, avevo visto un pezzo del sistema DOCL a Groom: era l’unità della NSA con grossi chips”.

La testimonianza di Fouché oltre a confermare le dichiarazioni di Maynard rivelano l’esistenza passata e presente di attività spaziali classificate disgiunte dall’ufficiale programma civile della NASA un argomento, tra l’altro, già affrontato in questo sito (v. art.”Il programma spaziale segreto del Pentagono”). Del resto anche la stessa NASA è stata accusata più volte di poca trasparenza nelle proprie attività di ricerca e di essere comunque partecipe di censure ed insabbiamenti su scoperte e informazioni ottenute in questi anni. Basti pensare alle varie testimonianze fornite da alcuni ex-astronauti o tecnici dell’ente spaziale come Clark Mclelland, ricercatori come Richard Hoagland e Van Flandern ed altri ancora.

Lo stesso Marshall Masters nel 2000 ha raccolto da Maynard (Il quale ha testimoniato nell’ambito del Disclosure Project di Steven Greer) dichiarazioni che riguardano proprio la NASA e l’insabbiamento delle scoperte fatte dall’IRAS sul Decimo Pianeta.

Tali informazioni sono riportate proprio nell’articolo di Masters accennato in precedenza pubblicato nel 2006. Verso la fine del 2000 Masters ebbe alcune conversazioni con Maynard riguardo al Pianeta X trovandolo, tra l’altro, alquanto ostico a parlare: “Avendo lavorato - dichiara l’ex analista - per la Lockheed Martin sul progetto satellitare Space Imaging situato a Denver (nda.

Nell’aprile del 2000 la Space Imaging su commissione della FAS - Federation of American Scientists rilasciò delle nuove foto satellitari ad alta definizione dell’Area 51 fatte dal satellite Ikonos lanciato dalla base Vanderberg nel settembre del 1999 e progettato dalle compagnie Lockheed Martin, Raytheon e Kodak, tutte partecipanti ai programmi Keyhole), sapevo se un grande oggetto in entrata era in arrivo, l’Hubble o altre sonde spaziali probabilmente l’avrebbero ripreso”.

Tuttavia Maynard si lasciò poi andare e rivelò alcune indiscrezioni relative all’IRAS ed al rilevamento del Decimo Pianeta da questi fatta nel 1983. “John - scrive Masters - finalmente mi disse che era stato inquadrato dal satellite a infrarossi IRAS della NASA nel 1983 e che la storia dell’avaria meccanica venne usata come una storia di copertura.(3) Come lui mi spiegò, i dati dell’IRAS iniziarono a giungere, e fu allora che scoprirono il Pianeta X. Durante una spazzata (ndr. il termine indica lo stesso tipo di spazzata usato nel linguaggio tecnico aeronautico con gli schermi radar, ossia l’intervallo di tempo tra un impulso trasmesso e il successivo), spiccò fuori come un pollice dolente; e ancora peggio, si stava avvicinando da Sud.

Questa specialmente era una cattiva notizia perché la maggior parte dei più grandi ed avanzati telescopi al mondo sono a Nord dell’Equatore, e fu presa la decisione di dedicare la restante autonomia operativa dell’IRAS all’osservazione di questo singolo oggetto. Dopo avere rilasciato la storia di copertura sull’avaria meccanica gli addetti al controllo usarono il restante carburante per mantenere un costante tracciamento sull’oggetto finché infine persero il completo controllo del satellite.

La ragione del perché era necessario impiegare il combustibile rimanente dell’IRAS è che il tracciamento di un oggetto per determinarne la sua velocità e traiettoria richiede osservazioni multiple. Questo perché più osservazioni tu fai, più aumenti l’accuratezza dei tuoi calcoli di tracciamento”.

In seguito alla sua partecipazione al Disclosure project di Greer nel 2001 e dopo aver rilasciato un paio d’interviste Maynard nella primavera del 2003 è stato arrestato ed accusato di violazione del suo giuramento di segretezza a salvaguardia della Sicurezza Nazionale come risulta da asserzioni fatte in connessione alla sua attività quale testimone sulla realtà UFO in seno al Disclosure Project.

L’ex-analista DIA venne custodito in una ignota struttura Federale solamente per poco tempo ma una volta rilasciato è di fatto divenuto irraggiungibile o semplicemente avrebbe preferito “sparire” volutamente. In effetti, è probabile, stando a chi lo conosce, che quanto accaduto sia stato un duro avvertimento per indurlo al silenzio e ad astenersi dal fare dichiarazioni in pubblico.


Il Cover-up della NASA

A riprova delle importanti rivelazioni fatte da Maynard e dell’effettiva fondatezza di alcune di esse nel 2003 l’astrofisico James McCanney rilasciò alcune sbalorditive dichiarazioni nel corso di un’intervista rilasciata a Rick Martin della rivista americana ‘The Spectrum’ che in seguito venne ripresa dalla rivista australiana Nexus la cui omologa versione italiana sarà pubblicato nel 2004 (v. “Quello che nasconde la NASA” - Nexus n°51). McCanney fondamentalmente ribadisce che esisterebbe un vasto programma di copertura che coinvolgerebbe enti quali la NASA, la CIA, l’NSA e lo stesso Vaticano in merito all’esistenza e al prossimo avvento del Decimo Pianeta.

“La NASA - afferma McCanney - è costituita da un gruppo di scienziati. Questo è il modo in cui la intendiamo: ingegneri che costruiscono velivoli spaziali e cose del genere. La NASA è di proprietà ed è gestita dalla NSA (National Security Agency). Al di sopra della NASA vi è un livello che la controlla. Daniel Goldin, che entrò a far parte della NASA negli anni ’90, proveniva dalla CIA ed il suo lavoro fu quello di secretare o mettere il coperchio sulla NASA; una volta arrivato la prima cosa che fece fu di firmare a tutti coloro che – a tutti i livelli – lavoravano per l’ente un accordo NSA per la non divulgazione di notizie. La NSA è parte integrante del governo di sorveglianza già attivo.

Il Governo Mondiale Unico è già in carica ed è intorno ad esso che ruota tutto quello che accade attualmente”. Tra l’altro proprio in merito a quest’ultimo aspetto Martin pone il quesito sull’eventualità se nel caso anche i Gesuiti siano dietro a tale disegno: ”Gesuiti? [Ride]. Il Vaticano - replica l’astrofisico - ha un ruolo di primo piano nel governo mondiale e ne fa parte, ma non rappresenta l’intero quadro. Si tratta piuttosto di una situazione planetaria, nella quale sono implicate centinaia di famiglie, famiglie assai facoltose, presenti in ogni paese del mondo; esse controllano la politica, l’economia e la finanza. Quindi si tratta di una vasta rete di personaggi di questo tipo”.

Per quanto riguarda le rivelazioni sulla NASA e soprattutto sul Vaticano fatte da McCanney (così come Maynard) supportano chiaramente alcune delle informazioni fornite dal Gesuita al sottoscritto un paio d’anni prima (v. L’intervista al Gesuita). Per quanto riguarda la affermazioni dell’astrofisico sul coinvolgimento della Chiesa riporto proprio un breve stralcio dell’intervista:


Martin: Quali preoccupazioni desta alla NASA il “Decimo Pianeta”? Ha a che fare con la civiltà sumera e gli Anunnaki? Oppure si tratta di qualcos’altro?

McCanney: Non direi, ma la nozione che esiste questo “Grande Oggetto” che si presenta con regolarità è antica. Ciò rientra nei massimi livelli di segretezza in molti di questi gruppi, fra cui il Vaticano. Intendo dire che la prima cosa che ha fatto il Vaticano quando si è manifestata Hale-Bopp è stata quella di costruire in Arizona un osservatorio di classe mondiale e di riempirlo di astronomi. Perbacco, chissà perché? Poi ne hanno un secondo. Ma quello che è interessante è accaduto dopo che Hale-Bopp è passata – perché pensavano che fosse quella il “Pezzo Grosso”.

Torniamo al 1991. Hale-Bopp fu scoperta ufficialmente nel 1995 da Alan Hale in New Messico e da Bopp, il giapponese; vi si imbatterono entrambi la stessa notte e quindi la cometa prese il nome dall’uno e dall’altro…..….Nel 1991 Harrington vide due cose: Hale-Bopp e, dietro di essa, qualcosa di molto più grande. Era il Decimo Pianeta. Questa è la mia convinzione allo stato attuale delle cose. Nel 1991 Hale-Bopp seguiva una traiettoria di collisione quasi diretta con la Terra; con un paio di fotografie fu possibile tracciare l’orbita, che era appunto di quasi-collisione col nostro pianeta.

Martin: Non Stupisce che ci sia stato un tale parapiglia.

McCanney: Un enorme parapiglia. Quando venne scoperta, io contattai il Goddard Space Center – di cui conoscevo la segretaria – e dissi: “Cosa sta succedendo? Sono venuto a sapere che c’è questa cometa…”. In sottofondo si riusciva ad udire gente che urlava. E lei replicò: “Oh mio Dio, questa cometa è enorme!”. Tuttavia pensai che lei intendesse dire che si trattava di una grande notizia. No, era enorme nel senso che quello che avevano rilevato era un corpo di dimensioni planetarie. Vede, è a questo punto che nasce la divisione, perché fino ad allora anche molti scienziati del Goddard non avevano scoperto nulla al proposito. Tuttavia la seguivano sin dal 1991, forse ancora da prima. Harrington la scoprì e dagli appunti del 1991 si può capire che egli sapeva perfettamente dove andare a cercarla. Ciò che accadde molto tempo fa è…è che si trattava di una delle compagne di Nibiru che devastò la Terra.

Martin: Una compagna?

McCanney: Una compagna. Quella che diventò Venere. Velikovsky aveva perfettamente ragione sul fatto che Venere fosse un’enorme cometa che attraversava il sistema solare e, dal momento in cui fu catturata da Giove sino a quello in cui trovò la Terra sulla sua strada, impiegò circa 600 anni, per poi diventare il pianeta che tutti noi conosciamo. Quindi in origine quello che accadde fu che Hale-Bopp si trovava circa 4200 anni fa, lo stesso periodo in cui Venere fu catturata da Giove; erano letteralmente delle compagne più piccole di Nibiru. Questo è il motivo per cui non volevano che nessuno venisse a conoscenza della compagna, perché sapeva che era in rotta di collisione con la Terra e che fu la compagna di quella più grande a causare il problema. Quello che tuttavia non compresero fu che Hale-Bopp era, letteralmente, essa stessa una delle compagne. Ora, quando il distruttore, il Pezzo Grosso, Nibiru, arriva, porta con sé un intero sciame di questi corpi.

Martin: Presumo che la cometa NEAT, sia uno di questi?

McCanney: Questo è il punto; quando, alcune settimane fa, siamo stati tempestati da tutte queste comete e loro non hanno mai annunciato la Cometa NEAT, C-2002/VI. Chiaramente tutta questa roba sta arrivando dall’emisfero Sud. Poi naturalmente, per i motivi chi ho citato, Harrington sapeva molto bene dove si trovava; stava “tirando giù” i pianeti Urano e Nettuno. E’ interessante notare che quando la vicenda di Harrington venne a galla, il governo cercò di rilasciare una dichiarazione servendosi di alcuni di quegli astronomi che parlano alla radio, i ragazzi della disinformazione, che se ne vennero fuori con una storiella: “Oh, bé, abbiamo corretto le masse di questi pianeti in virtù di nuove informazioni, risolvendo così il problema”.

Eh no, quando si vedono i pianeti “tirati giù” non si corregge un accidente; questo correggerebbe le cose solo sul piano dei pianeti. Nel 1991 quest’oggetto era abbastanza grande da trascinare Urano e Nettuno fuori dalle loro orbite. Questo è l’ordine di grandezza di questo corpo! Quindi, capirà le preoccupazioni riguardanti la compagna, dal momento che loro sanno, così come lo sa il Vaticano, che l’ultima volta fu proprio quest’ultima a provocare danni; l’unico problema è che la compagna è poi diventata il pianeta Venere….


Martin: La Cometa NEAT è stata una sorpresa? E’ sbucata fuori dal nulla o se l’aspettavano?

McCanney: No. La Cometa NEAT è un altro nucleo assai grande; di dimensioni planetarie – probabilmente pari a quelle della nostra Luna, probabilmente maggiori. La NASA sapeva che stava arrivando, con tutta probabilità la notarono anni fa, come elemento dello stuolo di oggetti in arrivo – a cui penso come oggetti che giungono come parte dello sciame del Decimo Pianeta. Volevano che nessuno ne sapesse alcunché, per il semplice motivo che stava giungendo proprio nei paraggi del Sole e che era di grandi dimensioni. Probabilmente non si aspettavano che diventasse così luminosa come in effetti divenne tuttavia, mentre passava, fu letteralmente visibile nel cielo diurno, proprio vicino al Sole – per un periodo di 12 ore circa”.

L’intervista ad ampio spettro tocca vari aspetti salvo ritornare più avanti sul tema del Decimo Pianeta e sugli effetti del suo passaggio:

Martin: Torniamo ancora un momento al “Decimo Pianeta”. So che lei non ama parlare di cornici temporali, ma ne ha una qualche percezione? Siamo fuori di un anno? Di cento anni?

McCanney: Non lo so, ed è quello che voglio scoprire con la Harrington Expedition.

Martin: Allora a questo punto lei non ne ha idea?

McCanney: A titolo personale sì. Sono sempre restio a parlare di date, perché la gente tende a vincolarti ad esse.

Martin: Può parlarne in termini generali?

McCanney: D’accordo.……….. Gli Hopi erano convinti che Hale-Bopp (1995) fosse la Katchina Blu, che doveva procedere di circa 10 anni il Decimo Pianeta; ovviamente in quel contesto 10 anni sono un termine assai relativo. Il punto è se Hale-Bopp sia stata una compagna del Pezzo Grosso, 4.200 anni fa – e questo è il ciclo: per Nibiru non parliamo di 3.600 anni, ma di 4.200 anni – quindi il suo arrivo è previsto entro il prossimo decennio. L’altro aspetto è che la gente sta focalizzando la propria attenzione sul Decimo Pianeta o Nibiru. Vorrei sottolineare che io studio i corpi del sistema extrasolare. NEAT, ad esempio, non corrisponde a nulla di quanto abbiamo mai visto in precedenza; era una cometa nuova di zecca. Quindi è impossibile stabilire se fosse collegata o meno all’arrivo di Nibiru”.

Harrington indicò dove cercare il Pianeta X

Come già emerso in precedenza dalle affermazioni di Maynard quando l’IRAS rilevò Nibiru (Pianeta X) nel 1983 la NASA stabilì che si stava avvicinando da Sud e ciò arrecò apprensione in quanto i più avanzati telescopi terrestri erano collocati nell’emisfero Nord. Una conclusione quella fatta dall’ente spaziale americano a cui inevitabilmente giunse il prof. Robert Harrington (citato da McCanney) nel 1988.

In effetti, nell’estate di quell’anno, come giustamente evidenziato da Sitchin, vennero pubblicati una serie di articoli su pubblicazioni scientifiche in cui veniva condivisa da diversi scienziati non solo l’esistenza del Pianeta X (sulla scorta dei calcoli delle perturbazioni planetarie ecc) ma l’ipotesi del Dott. Harrington secondo la quale sarebbe inclinato di 30° sull’eclittica ed avrebbe un semiasse maggiore di circa 101 UA, o un asse maggiore di oltre 200 UA. Avrebbe una massa pari ad almeno quattro volte quella della Terra e con un’orbita simile a quella della cometa di Halley per cui trascorrerebbe parte del suo tempo sopra l’eclittica (nei cieli settentrionali) e la maggior parte sotto di essa (nei cieli meridionali).

Non a caso il team di ricerca dell’Osservatorio Navale (ndr. che è una sezione della Marina Militare USA) giunse all’inevitabile conclusione che la ricerca si sarebbe dovuta condurre principalmente nell’emisfero sud ad una distanza di circa 2,5 volte oltre Nettuno e Plutone. Nell’ottobre 1988 Harrington divulgò le sue scoperte in un documento intitolato “La posizione del Pianeta X” pubblicato sull’Astronomical Journal e nel quale era presente uno schizzo dei cieli con indicazioni di dove si sarebbe potuto trovare (al momento) il Decimo Pianeta sia nei cieli settentrionali sia in quelli meridionali.

In seguito alla pubblicazione del documento Harrington in base ai dati che nel frattempo erano stati raccolti dal Voyager 2 - che aveva raggiunto Urano e Nettuno rilevando perturbazioni costanti, piccole ma ben evidenti, nelle loro orbite – concluse che il Decimo Pianeta doveva trovarsi nei cieli meridionali. Tra l’altro il 16 gennaio del 1990 Harrington riferì all’American Astronomical Society di Arlington in Virginia che l’Osservatorio Navale aveva ristretto le ricerche del Pianeta X ai cieli meridionali ed annunciò l’invio di un team di astronomi in Nuova Zelanda presso l’Osservatorio Astronomico di Black Birch.

Inoltre affermò che in seguito ai dati ottenuti dalla Voyager 2 era convinto che il Decimo pianeta fosse cinque volte più grande della Terra e circa tre volte più distante dal Sole rispetto a Nettuno e Plutone. Sfortunatamente Harrington morì prematuramente nel gennaio 1993 non prima però di fornire allo stesso Sitchin importanti conferme di persona in un incontro avuto con lui nel agosto del 1990 all’Osservatorio Navale di Washington e confermato in un’intervista fatta al noto studioso dal giornalista Luca Scantamburlo e pubblicata sul numero di Ago/Sett 2006 della rivista “UFO Notiziario”.

“Primo, - afferma Sitchin - egli mi disse che il mio libro, Il Dodicesimo Pianeta, era giusto sul lato della sua scrivania per tutto il tempo, ed egli lo consultava ogni qualvolta aveva bisogno di una risposta alle domande sulla ricerca del “Pianeta X”. Secondo, egli disse e mostrò attraverso degli schizzi orbitali comparabili che il “Pianeta X” ed il “mio” pianeta, che i Sumeri chiamavano Nibiru ed i Babilonesi Marduk, sono unici e lo stesso. E terzo, egli descrisse il pianeta – le sue dimensioni, il suo essere abitabile con un’atmosfera etc”. Tra l’altro alla successiva domanda in cui si citava proprio il documento di Harrington sul Pianeta X del 1991 dove egli stesso suggeriva che poteva essere visibile nei Cieli Meridionali nella regione del Centauro e dell’Idra, Sitchin rispose: “Sì.

Egli mi mandò uno schizzo, segnando con la sua calligrafia dove dovrebbe concentrarsi la ricerca; l’ho pubblicata nel libro Genesis Revisited (L’Altra Genesi, Piemme 2004). Ciò che disse concordava con le predizioni bibliche che riguardano il ritorno del pianeta.”. Ora, quanto finora esposto risulta rilevante e chiarificatore per gli argomenti che verranno riportati d’ora in avanti e che potrebbero essere utili alla comprensione dell’affaire Decimo Pianeta. In seguito alla missione IRAS del 1983, in particolar modo dalla seconda metà degli anni ’80, in vari parti del mondo sono stati costruiti nuovi e avanzati telescopi nell’emisfero settentrionale ma molti, guarda caso, concentrati in varie aree geografiche nell’emisfero meridionale.

Lo stesso Vaticano in quegli anni avviò, grazie ad un’apposita legge varata dal Congresso degli Stati Uniti, la costruzione del VATT (Vatican Advanced Technology Telescope) sul Monte Graham in Arizona. Il complesso astronomico sul Monte Graham vide la costruzione di tre telescopi uno di questi, il VATT, opera distaccatamente dal Mount Graham International Observatory che gestisce l’avanzatissimo Large Binocular Telescope – LBT frutto della collaborazione tra Stati Uniti, Italia e Germania.

L’ideazione e costruzione dell’LBT ha richiesto una ventina d’anni, coinvolgendo industrie e comunità scientifiche dei tre paesi partecipanti ed è il più grande telescopio ottico su singola montatura (cioè che ha due lenti montate sulla stessa struttura meccanica, come un binocolo) mai realizzato è il più potente di tutto l’emisfero nord con una definizione addirittura superiore al telescopio orbitante Hubble. Il super telescopio è dotato di un sofisticato apparato denominato Large Binocular Camera, un sistema di supermacchine fotografiche digitali in grado di effettuare osservazioni dall’ultravioletto all’infrarosso, con una sensibilità un miliardo di volte più alta di quella dell’occhio umano.

Negli anni ’90, soprattutto a partire dalla seconda metà, e nel nuovo millennio hanno visto la nascita importanti strutture quali il Very Large Telescope (VLT), l’Osservatorio Gemini, il South African Large Telescope (SALT), il South Pole Telescope, l’IRAIT e il PLATO (Plateau Observatory). Costruito in varie fasi a partire dal 1998 il Very Large Telescope Project (VLT - Telescopio Molto Grande) è un sistema di quattro telescopi ottici separati, affiancati da vari strumenti minori. Ognuno dei quattro strumenti principali è un telescopio riflettore con uno specchio primario di 8,2 metri.

Il progetto VLT, costato circa 500 milioni di dollari, fa parte dell'European Southern Observatory - ESO (Osservatorio Europeo Meridionale) un’organizzazione astronomica internazionale, creata nel 1962, di cui fanno parte, al momento, paesi dell'Unione Europea quali: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito. La maggior parte degli suoi osservatori dell’ESO si trovano in Cile (da qui il nome meridionale) dove gestisce due grandi osservatori astronomici nel deserto di Atacama, l’Osservatorio di La Silla e l’Osservatorio del Paranal, che comprende il Very Large Telescope ed il VLT Survey Telescope.

Il VLT si trova sul Cerro Paranal, una montagna alta 2.640 metri sul desolato deserto di Atacama, nel Cile settentrionale. L’ubicazione del VLT in tale area è stata voluta dagli astronomi europei dell’ESO in virtù della bassissima umidità e della eccezionale trasparenza riscontrate grazie anche lontananza da fonti di inquinamento luminoso. Il VLT è dotato di un vasto apparato di strumentazioni in grado di lavorare sia nella luce visibile (FORS per l’immagine e la spettroscopia a bassa risoluzione, UVES per la spettroscopia ad alta risoluzione), che nell’infrarosso grazie alla camera-spettografo infrarossa ISAAC (Infrared Spectrometer And Array Camera) uno strumento multifunzionale in grado non solo di ottenere ottime immagini in infrarosso ma anche spettri di alta qualità di oggetti deboli.

Inoltre nel 2007 il VLT è stato dotato di un nuovo ed avanzato strumento denominato HAWK-I (High Acuity, Wide field K-band Imaging) finalizzato allo studio di corpi indistinti quali galassie lontane o pianeti e stelle di piccole dimensioni a lunghezze d’onda a infrarosso vicino. L’HAWK-I, che è stato progettato, costruito e commissionato dall’ESO, dovrebbe inoltre essere adeguato per la ricerca delle stelle a massa più grande e dei corpi a massa minore nella galassia e un utile dispositivo per lo studio di corpi extrasolari, quali i lontani asteroidi ghiacciati e le comete.

Tra l’altro sempre il complesso dell’Osservatorio di La Silla ospita dal ’99 il telescopio svizzero Eulero, di proprietà dell'Università di Ginevra, progettato per la scoperta di Pianeti Extrasolari. Il telescopio, che ha appena 1,2 m di diametro, è equipaggiato con un sofisticatissimo spettrografo che consente di effettuare misurazioni di alta precisione della velocità di una stella. Sempre l’ESO con la cooperazione italiana dell’OAC (Osservatorio Astronomico di Capodimonte) ha realizzato il VST ossia VLT Survey Telescope installato a Cerro Paranal in Cile ed operativo dal 2007.

Il VST è un telescopio alt-azimutale di survey a grande campo, con un'apertura di 2.6 metri e com un FOV (Field Of View) di un grado quadrato. Il suo scopo scientifico primario sarà di fare una mappa profonda dell’emisfero Sud permettendo l’identificazione di oggetti interessanti da osservare, poi, più dettagliatamente, con i vari strumenti del VLT.

Il telescopio inoltre è dotato di una camera di imaging a grande campo, denominata OmegaCAM, frutto di un consorzio internazionale fra Olanda, Germania, Italia ed ESO. Grazie a questo strumento di piano focale, a dispetto delle dimensioni del campo di vista, il VST è in grado di garantire un'ottima risoluzione angolare (scala di 0.216 arcsec/pixel), mediante la quale potrà condurre osservazioni in modalità stand-alone in tutta la banda spettrale che va dall’ultravioletto all'infrarosso vicino. Sempre sulle montagne del deserto di Atacama nel 2003 è stato avviato il progetto internazionale ALMA (Atacama Large Millimeter Array), pensato e realizzato da Europa, Nord America e Giappone, in cooperazione col Cile.

ALMA è un progetto congiunto tra l’Europa e il Nord America. In Europa, l’ESO guida i 10 paesi membri più la Spagna. In Nord America, l'NSF rappresenta anche il Consiglio di Ricerche Nazionali del Canada e esegue il progetto grazie al National Radio Astronomy Observatory (NRAO) gestito dall’Associated Universities, Inc (AUI). L’ALMA sarà il più grande radiotelescopio mai costruito e prevede l’installazione di 25 grandi antenne paraboliche di 12m di diametro che costituirebbero però solo la metà del complesso. E’ infatti prevista anche un’opzione per la costruzione eventuale di altre 7 antenne, per un totale di 32 come previsto nei piani originali di costruzione del radiotelescopio. Il contratto prevede il disegno, la costruzione, il trasporto fin nella postazione a 5 mila metri sulle Ande Cilene e l'integrazione sul posto delle antenne con le altre 25, o forse 32 in un prossimo futuro fornite da Stati Uniti e Canada.

Sarà quindi di 50 o 64 il numero totale delle antenne paraboliche che formeranno il grande radiotelescopio. Il Compito principale dell’ALMA sarà quello di osservare e ottenere immagini con una chiarezza senza precedenti, delle enigmatiche regioni fredde dell’Universo che sono non visibile nell'ottico che si mostrano invece brillanti nella regione millimetrica dello spettro elettromagnetico compreso fra le onde radio e la radiazione infrarossa.

Il complesso radiotelescopico dovrebbe divenire parzialmente operativo intorno al 2010-2011. Come accennato in precedenza un’altra struttura di rilievo costruita a partire dal 1999 è quella dell’Osservatorio Gemini che consiste in due telescopi gemelli ottici/infrarossi di 8 metri. I Telescopi Gemini sono stati costruiti e vengono gestiti da un consorzio formato da Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Cile, Brasile, Argentina, e Australia. Questa cooperazione è gestita dall' Association of Universities for Research in Astronomy (AURA). Il centro operativo per l'osservatorio boreale è presso Hilo nelle Hawaii presso il parco universitario dell'University of Hawaii, per l'osservatorio australe è presso La Serena, nel Cile.

Il primo telescopio Gemini North, si trova sul vulcano dormiente Mauna Kea nelle Hawaii ad un altitudine oltre i 4200 m dove le condizioni visuali per le osservazioni astronomiche sono ideali. Il telescopio ha visto la prima luce nel 1999 e ha iniziato l'attività d’osservazione nel 2000. IL secondo telescopio (costruito nel 2000 ed operativo dal 2001) è il Gemini South che si trova ad oltre 2700 m di altitudine sul Cerro Pachón sulle Ande in Cile. La combinazione dei due telescopi gemelli fornisce una copertura completa di entrambi gli emisferi celesti.

Attualmente questi sono tra i più avanzati telescopi nelle bande ottica e infrarossa, e utilizzano le più avanzate tecnologie di osservazione, tra cui la guida laser, l'ottica adattiva e la spettroscopia multi-oggetto. Inoltre un sofisticato sistema di ventilazione, e la speciale copertura dello specchio in argento consentono di ottenere ottime osservazioni nell'infrarosso. Grazie all'elevata automazione i due telescopi possono essere adoperati remotamente, riducendo la necessità di viaggiare degli astronomi. Nel novembre 2005 in Sudafrica, con tanto di cerimonia ufficiale di battesimo alla presenza del presidente Thabo Mbeki, venne avviato il Southern African Large Telescope (SALT) un telescopio ottico del diametro di circa 10 metri, situato in cima ad una collina all'interno di una riserva naturale a 370 km a nord-est di Città del Capo, vicino alla cittadina di Sutherland.

Il telescopio, concepito principalmente dal Sudafrica che ha contribuito maggiormente al finanziamento, è frutto della collaborazione di altri paesi che hanno collaborato al progetto tra i quali: Germania, Polonia, Stati Uniti, Regno Unito e Nuova Zelanda. Il SALT è il più grande telescopio ottico dell’emisfero australe, ed è in grado di riprendere immagini ed eseguire analisi di spettroscopia e di polarimetria di oggetti celesti che non sono visibili dall'emisfero boreale. Inoltre, raccoglie oltre 25 volte più luce di ogni altro telescopio africano esistente e può individuare oggetti deboli come una fiamma di candela sulla Luna.


Le scoperte di Murray e Matese

Nonostante la scomparsa di Harrington nel 1993 dopo pochi anni precisamente nel 1999, mentre come abbiamo visto sorgevano o divenivano operativi nuovi osservatori, il Pianeta X tornò a far discutere la comunità scientifica. Il 28 settembre la BBC news pubblicò una notizia dal titolo “La Pioneer 10 scopre un nuovo corpo oltre Plutone” che in un certo senso confermò quanto dichiarato precedentemente da Sitchin nei suoi volumi. La sonda statunitense Pioneer 10 smise “ufficialmente” di trasmettere nel 1997, quando, dopo aver percorso 8.4 miliardi di km. in oltre 25 anni di permanenza nello spazio, si trovava ben oltre l’orbita di Plutone e quindi al di fuori del sistema solare. “Gli scienziati - riportava il testo - hanno scoperto un nuovo oggetto che orbita attorno al Sole dopo che una sonda spaziale è stata misteriosamente deviata dal suo tragitto.

I ricercatori non hanno ancora identificato l’oggetto, ma confidano nella sua esistenza per il fatto che sembra aver deviato la piccola sonda Pioneer 10……Se le osservazioni venissero confermate da altri astronomi, sarà solo la seconda volta nella storia che un oggetto del Sistema Solare è stato individuato per via del suo effetto gravitazionale. Il primo fu il pianeta Nettuno scoperto nel 1846……Il nuovo corpo è stato localizzato da un team del Queen Mary and Westfield College a Londra e dal JPL di Pasadena in California. Gli astronomi hanno osservato i dati del tracciato della Pioneer 10 ottenuti tramite il NASA Deep Space Network, uno spiegamento di grandi telescopi progettati per comunicare con le sonde in orbita nello spazio profondo (4).

L’8 Dicembre 1992, quando la Pioneer 10 si trovava a 5,2 miliardi di km di lontananza dalla Terra, videro che era stata deviata dal suo corso per circa 25 giorni. Gli scienziati hanno indagato su tale effetto per anni e stanno tuttora studiando i dati attraverso differenti metodi di analisi, per confermare le loro scoperte. In poche settimane, credono di essere in grado di stabilire un limite massimo alla massa dell’oggetto e compiere previsioni sulla posizione. Prime indicazioni suggeriscono possa trattarsi di un oggetto lanciato dal nostro Sistema Solare dopo l’incontro con un pianeta più grande.

La sonda spaziale Pioneer 10, lanciata nel Marzo del 1972, si è dimostrata all’altezza del suo nome e al momento si trova a 1,1 miliardi di Km e ancora trasmette, anche se la NASA ha cessato di monitorarne i segnali nel 1997 dopo che aveva trascorso venticinque anni nello spazio. Agli inizi di quest’anno, gli scienziati erano confusi da quella che era descritta come una misteriosa forza gravitazionale che agiva sulla sonda stessa, che inaspettatamente si è spinta in una direzione particolare”.

Tra l’altro il mese successivo altre due notizie alimentarono ulteriormente il dibattito; il 7 Ottobre, infatti la BBC News pubblicò l’articolo: “Un pianeta oltre Plutone” in cui si venivano citate le scoperte fatte dall’astronomo John Murray : “Un astronomo britannico - scrive la BBC - potrebbe aver scoperto un nuovo pianeta che orbita intorno al Sole….Il nuovo corpo, però, sarebbe distante dal Sole 30.000 volte più della Terra. Sembra che il nuovo pianeta non possa considerarsi un membro reale della nostra famiglia solare. Forse un pianeta nato altrove, che ha vagabondato nella galassia per poi essere catturato alla periferia del nostro sistema planetario oppure un gemello della nostra stella mai accesosi. La controversia ipotesi è del Dr. John Murray, della Open University della Gran Bretagna. Per diversi anni ha esaminato i peculiari movimenti delle comete di lungo periodo.

Le comete si ritiene provengano dai freddi e bui confini estremi del Sistema Solare, molto oltre i pianeti, in una regione chiamata Nube di Oort…..Analizzando le orbite di 13 di tali comete, il Dr. Murray ha individuato il segno rivelatore di un unico oggetto gigante che le ha deviate tutte quante nelle loro attuali orbite.’Sebbene abbia analizzato solamente 13 comete in dettaglio – ha dichiarato Murray alla BBC News – il risultato è quasi definitivo. Ho calcolato che esiste soltanto una probabilità su 1.700 che questo sia dovuto a un caso’. In uno studio di ricerca che sarà pubblicato la settimana prossima nel Monthly Notices della Royal Astronomical Society, suggerisce che il remoto pianeta invisibile è diverse volte più grande di Giove.

Così distante dal Sole (4800 miliardi di km) impiegherebbe quasi sei milioni di anni per orbitargli attorno. Questo chiarirebbe - dichiarò Murray - il motivo per cui non è ancora stato individuato. E’ appena percettibile e con un movimento molto lento….Ma il pianeta orbita attorno al Sole nella direzione “contraria” rispetto agli altri pianeti conosciuti. Questo ha portato alla sorprendente ipotesi che non si sia formato in questa regione spaziale e sia invece “fuggito” da un’altra stella”. Sempre il 7 ottobre il network statunitense MSNBC pubblicò sul suo portale l’articolo “A mystery revolves around the sun” dove veniva riportata non solo la scoperta fatte da Murray ma anche i risultati di una analoga ricerca condotta negli USA dall’astronomo John Matese dell’Università della Louisiana.

“Due gruppi di ricercatori - recita l’articolo - hanno ipotizzato l’esistenza di un pianeta non visibile o stella abortita orbitante attorno al sole alla distanza di oltre 4 mila miliardi di chilometri, molto lontana dall’orbita dei 9 pianeti conosciuti. La teoria, che potrebbe spiegare la traiettoria di alcune comete, è stata inserita in uno studio approvato per la pubblicazione su due diverse riviste……..Nessun telescopio ha individuato finora quest’oggetto. Ma sulla base del suo effetto gravitazionale, John B. Murray, uno scienziato planetario della Britain Open University, ipotizza che l’oggetto potrebbe essere più grande di Giove, il più grande dei pianeti conosciuti del sistema solare.

Murray stima l’orbita dell’oggetto intorno alle 32,000 AU, o 2.98 bilioni miglia dal sole. La sua proposta è apparsa nel numero di ottobre del Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Nel frattempo, ricercatori dell’Università della Louisiana a Lafayette dichiarano che l’oggetto potrebbe essere un pianeta o una Nana Bruna, grande all’incirca tre volte Giove ed orbitante a 25.000 AU. I ricercatori, condotti dal fisico John Matese, dicono che il loro studio sarà pubblicato dalla rivista Icarus….. I ricercatori della Louisiana affermano che la presenza di questo pianeta potrebbe spiegare la configurazioni delle comete. Matese ha dichiarato che l’oggetto in questione avrebbe un’orbita attorno al Sole ogni 4 o 5 milioni di anni circa.

Murray invece ipotizza che l’oggetto abbia un periodo di rivoluzione di almeno 6 milioni di anni e che ruoti intorno al Sole nel verso opposto a quello seguito dai 9 pianeti conosciuti. I due ricercatori hanno detto che avevano ognuno familiarità col lavoro dell’altro ma non gli avevano dato uno sguardo approfondito. Hanno ammesso che le loro stime per la massa ed orbita di un corpo misterioso erano simili, ma non potevano dire se stessero parlando dello stesso oggetto. Come mai un oggetto di tali dimensioni ruota così lontano dal Sole? I ricercatori dicono che un pianeta o una stella oscura potrebbe essersi formata durante la composizione del Sistema Solare miliardi di anni fa, ma è più probabile possa essere un corpo celeste “vagante” catturato dalla forza gravitazionale del Sole.

Altra domanda: Perché tale oggetto non è stato visto prima? Murray afferma che perfino un pianeta come Giove non sarebbe stato osservato a tali immense distanze. Matese e i suoi colleghi hanno dichiarato che la loro ipotetica Nana Bruna non sarebbe stata scoperta neanche dall’IRAS Infrared Astronomical Satellite lanciato nel 1983, ma potrebbe essere individuato dallo Space Infrared Telescope Facility SIRTF (ndr. il nome precedente del telescopio spaziale infrarosso Spitzer lanciato nel 2003) che sta per essere lanciato. Tutto questo potrebbe sembrare fantascienza, ma un esperto del settore osserva che tale ipotesi è stata oggetto di speculazioni per anni.

“Tutti noi ci siamo chiesti se c'era qualcosa lì fuori”, ha dichiarato Brian Marsden, che è a capo dell’International Astronomical Union’s Central Bureau for Astronomical Telegrams e del Minor Planet Center dello Smithsonian Astrophysical Observatory. Tuttavia, Marsden ha anche espresso un certo scetticismo sulle prove di queste ultime ricerche….. Se le ricerche subissero un intoppo, potrebbero ingenerare nuove speculazioni e domande ancora più sinistre: Alcuni teorici hanno proposto che l’effetto gravitazionale di un oggetto massiccio non visibile in un’orbita distante - soprannominato “Nemesis” or the “Death Star” - potrebbe dar luogo a tempeste di comete, che aumenterebbe le possibilità di un impatto catastrofico con la Terra.

Effettivamente, il fisico Daniel Whitmire, un collega di Matese e co-autore della nuova ricerca, tracciò uno scenario simile nel 1985 per spiegare estinzioni di massa sulla Terra, come quella della scomparsa dei dinosauri.Matese ha asserito che tale oggetto non sembra si adatti come evento da Giorno del Giudizo. ‘Questo oggetto non è una Nemesi - ha dichiarato alla MSNBC - non crea tempeste di comete’. Egli ha affermato che tale oggetto sembrava avere un’influenza su circa il 25% delle comete con lungo-periodo provenienti dalla Nube di Oort”.

Nel 1999 Matese suggerì la possibilità di rivelare il misterioso corpo celeste con l’eventuale impiego dello Space Infrared Telescope Facility (alias Spitzer), che all’epoca però era in fase di realizzazione, in quanto i precedenti telescopi spaziali non erano più operativi a parte l’Hubble (messo in orbita nell’aprile 1990 ed usato per osservazioni nell'infrarosso e nell'ultravioletto). In effetti, dopo l’IRAS bisognerà attendere il 1995 quando l’Agenzia Spaziale Europea lanciò l'ISO (Infrared Space Observatory) che operò fino a quando esaurì elio liquido nel maggio del 1998. Cinque anni dopo nell’agosto 2003 fu lanciato il Telescopio Spaziale Spitzer (Spitzer Space Telescope o SST, chiamato precedentemente Space Infrared Telescope Facility o SIRTF) ed è tuttora operativo.

Lo Spitzer, Costruito dalla NASA, Jet Propulsion Laboratory e il California Institute of Technology, è un osservatorio spaziale che osserva nell’infrarosso.il telescopio ha uno specchio primario di 85 cm di diametro ed è dotato di tre strumenti l’IRAC, l’IRS e il MIPS che consentono la raccolta e misurazione della radiazione infrarossa. L’IRAC (InfraRed Array Camera) è una camera infrarossa per ottenere immagini (256X256 pixel) e misure fotometriche in 4 bande nel vicino e medio infrarosso; L’IRS (InfraRed Spectrograph) è uno spettrografo che può osservare a media o bassa risoluzione spettrale mentre il MIPS (Multiband Imaging Photometer for Spitzer) è un fotometro che permette di ottenere immagini e misure fotometriche in 3 bande del medio e lontano infrarosso.

Tra l’altro proprio in merito al progetto Spitzer nel 2007 è emerso che anche il Vaticano collabora con la NASA ad un programma sullo studio delle stelle doppie e la formazione dei pianeti fuori dal Sistema Solare. La notizia venne diffusa dalla stessa Radio Vaticana il 30 marzo così come dal sito dell’Espresso e riportava quanto segue: “Quando si parla di stelle doppie ci si riferisce ad un sistema in cui due stelle rivoluzionano una intorno all'altra e sono ‘legate’ tra loro dalla mutua forza gravitazionale. Tra le stelle doppie, risalta Sirio l’astro più luminoso del cielo notturno. Sirio, che si trova ad una distanza di 8,6 anni luce dal nostro pianeta, è una delle stelle più vicine alla Terra.

Questo è il motivo principale della sua luminosità. Utilizzando il telescopio Spitzer Space, si legge in un comunicato della NASA, gli astronomi hanno scoperto che ci sono almeno tanti sistemi con stelle doppie quanti ce ne sono con una sola stella, come il nostro. E’ quindi possibile che nell’universo esistano numerosi pianeti legati a due o più stelle. I dati elaborati dalla NASA mostrano, inoltre, che i sistemi stellari binari, cioè con stelle doppie, sono luoghi adatti alla formazione di pianeti.

Fino ad oggi questi sistemi erano stati largamente ignorati per le notevoli difficoltà incontrate nello studiarli. Il progetto della NASA, portato avanti con la Specola Vaticana (ndr. la Specola di Castelgandolfo è stata fondata ed è diretta dai Gesuiti) ed altre istituzioni scientifiche, può dunque aprire scenari inesplorati sulla formazione dei pianeti e la natura delle stelle”.


Il South Pole Telescope (SPT)

Un’altra area che proprio negli ultimi anni ha visto concentrarsi lo sviluppo di nuovi progetti ed installazioni per la ricerca astronomica è l’Antartide. A questo punto è inevitabile riallacciarsi a quanto in precedenza accennato da Masters ed al progetto del South Pole Telescope (SPT) sito presso la base permanente USA Amundsen-Scott. La Amundsen-Scott South Pole Station, intitolata ai due conquistatori del Polo Sud geografico, venne realizzata dagli USA in seguito all’operazione Deep Freeze I in occasione dell’Anno geofisico internazionale, cominciò a operare il 9 gennaio 1957. Nel corso degli anni l’installazione ha registrato diversi ampliamenti e modernizzazioni strutturali culminati a partire dal 1999 con una riedificazione della base in edifici rialzati rispetto alla superficie glaciale.

Lo scorso gennaio infatti è stata ufficialmente inaugurata la nuova e supermoderna stazione Admunsen-Scott al Polo Sud geografico. La nuova base, costata 152 milioni di dollari ed allestita negli ultimi anni, ha richiesto un impiego massiccio di velivoli da trasporto Hercules LC-130 (più di 900 voli) decollati da McMurdo e atterrati a South Pole col materiale necessario al montaggio. La stazione Amundsen-Scott è la più moderna base scientifica dell’Antartide; è finanziata e gestita dalla National Science Foundation NSF.

A partire dal novembre 2006 ha avuto inizio la costruzione del South Pole Telescope i cui pezzi ed apparati sono stati assemblati negli Stati Uniti e con un lungo ponte aereo (impiegando sempre velivoli da trasporto C-130) dislocati presso la stazione di ricerca della National Science Foundation dove è stato ufficialmente avviato nel febbraio 2007.

Molto più sofisticato e longevo dell’IRAS o del Telescopio Spaziale Hubble messi insieme il South Pole Telescope, che ha un diametro di 10m, è frutto della collaborazione dell’Università di Chicago, di quella di Berkley, della Case Western Reserve University, dell’Università dell’Illinois, dello Smithsonian Astrophysical Observatory, e dal principale finanziatore del progetto ovvero la National Science Foundation Office of Polar Programs - NSF OPP, dall’U.S Antarctic Program, dalla General Dynamics/VertexRSI e dalla Raytheon Polar Services Company che è parte del gigante Raytheon Company, un importante partner della difesa americana oltre che la più grande industria di apparati elettronici per la difesa nel mondo.

Tra l’altro la Raytheon insieme alla British Aerospace Systems nella prima metà degli anni ’90 si è occupata della costruzione e sviluppo del sistema di antenne HAARP di Gakona, in Alaska e sarebbe coinvolta in altre ricerche militari sul controllo climatico. La compagnia americana ha assorbito E-Systems una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze mondiali e si da il caso che nel febbraio 2000 in seguito ad uno studio-ricerca dell’Unione europea commissionato a Duncan Campbell (un esperto del Comitato scientifico del parlamento europeo) è emerso che la Raytheon provvede alla manutenzione e aggiornamento del sistema di spionaggio Echelon.

La Raytheon insieme a Boeing, Lockheed Martin, Raytheon e TRW formano i “Grandi Quattro” del complesso militare-industriale che si spartiscono una fetta gigantesca delle spese del Pentagono per l’acquisizione dei materiali, la ricerca e la tecnologia. Infine, come già esaminato in precedenza, la Raytheon insieme alla Kodak ed alla Lockheed Martin hanno progettato non il satellite Ikonos ma hanno partecipato al programma dei satelliti segreti Keyholes. E guarda caso tutte insieme fanno parte del consorzio che gestisce il programma – Space Imaging Inc in Colorado dove ha lavorato anche Maynard.

Avviato nel febbraio 2007 il South Pole Telescope è stato progettato per operare su una lunghezza d’onda millimetrica e submillimetrica, in campi dello spettro elettromagnetico tra l’infrarosso e le microonde grazie ai sistemi FIRST (Far-infrared Submillimetre Telescope) e SIRTF (Space Infrared Telescope Facility) di cui il telescopio è dotato. Generalmente si è propensi a ritenere l’Antartide un luogo inadatto a studi e ricerche di tipo astronomico invece per gli esperti è un luogo ideale per osservare per osservare il cosmo nel millimetrico, submillimetrico e nel medio infrarosso con condizioni ambientali che in nessun altro luogo sulla Terra è possibile trovare.

Del resto non solo gli americani sono presenti nell’area da anni con missioni astronomiche oltre che scientifiche in altri settori anche diversi paese europei tra cui l’Italia partecipano a programmi astronomici come quello statunitense. Nel 1959 venne stabilito il cosiddetto Trattato Antartico (entrato in vigore nel 1961) stipulato tra 12 paesi che aderirono fin dall’inizio e che sospendeva qualsiasi rivendicazione territoriale, sfruttamento di risorse esistenti e favorendo un uso pacifico del continente.

Nel 1981 l’Italia ha sottoscritto questo trattato e dopo quattro anni ha istituito il PNRA Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, mentre nel 1991 è stata approvata una legge che organizza le attività di ricerca del nostro paese in Antartide su base quinquennale. In seguito è stata realizzata una base permanente a Baia Terra Nova con annesso osservatorio astrofisico per ricerche nel submillimetrico e di cosmologia, OASI, lungo la costa del Mare di Ross.

La costruzione della base, l’implementazione di vari campi remoti e l’avvio delle operazioni, hanno permesso all’Italia di essere ammessa al Trattato Antartico. Nel 1993 il PNRA in collaborazione con la Francia ha costruito una seconda base denominata Dome C in un punto sopra l’esteso altopiano di ghiaccio che ricopre l’interno dell’Antartide (plateau Antartico). L’Altopiano Antartico è in linea di principio il luogo migliore per osservare e studiare dalla terra il cosmo nelle lunghezze d’onda dell’infrarosso in quanto i telescopi spaziali infrarossi (che sono superiori grazie alle osservazioni al di fuori dell’atmosfera) risultano in primis costosi.

Inoltre il liquido criogenico in cui è racchiusa la loro strumentazione di piano focale e che mantiene il rivelatore a pochi gradi sopra lo zero assoluto una volta esaurito non può essere sostituito. Un esempi lampante sono stati l’IRAS e l’ISO che durarono rispettivamente meno di un anno il primo e meno di due e mezzo il secondo. Pertanto era fondamentale disporre di un area dove installare telescopi per l’infrarosso medio, con possibilità di essere impiegati per molto tempo e che possano approfittare di alcune finestre infrarosse di trasparenza e di stabilità dell’atmosfera (5), come sembrano permettere le condizioni sull’Altopiano Antartico.

Su quest’ultimo nel 1993 è stata costruita a ben 3200 metri sopra il livello del mare la base Italo-Francese Dome C (o Dome Concordia) (6) nell’ambito del progetto Concordia con la partecipazione del PNRA italiano e dell’istituto polare francese (IPEV). La base si trova a circa 1200 chilometri dalla base costiera italiana di Baia Terra Nova e a circa 1800 chilometri dal polo sud geografico dove si trova la base americana Amundsen-Scott detta anche South Pole. A Dome C si trova il Telescopio Infrarosso Antartico Italiano IRAIT (Italian Robotic Antarctic Infrared Telescope) frutto della collaborazione del Dipartimento di Fisica dell’Università di Perugia e della Spagna con l’Università di Granada e l’Istituto di studi avanzati di Barcellona.

L’IRAIT è un telescopio infrarosso da 80 cm di diametro, progettato e ottimizzato per osservazioni nel medio infrarosso, finanziato dal PNRA a partire dal 1996 e installato presso la base Dome-C dove è divenuto operativo nel 2007. La peculiarità tecnologica dell’IRAIT consiste nell’aver realizzato un criostato completamente robotizzato, in grado di lavorare alle estreme condizioni di Dome C (3200 m, pressione 600 mBar, temperature tra -90 e -30 C). I rivelatori lavorano a temperature di 5 e 30 K (rispettivamente per il medio e il vicino Infrarosso).

Lo strumento principale del telescopio è AMICA (Antarctic Multiband Infrared CAmera) una camera con due canali attrezzati per osservazioni nel vicino (1-5 micron) e medio (7-25 micron) Infrarosso. Il sistema IRAIT-AMICA ha come obbiettivo principale lo studio del sito antartico per le osservazioni Infrarosse, la ricerca di stelle fredde (Nane Brume e L-type) e alcune sorgenti extragalattiche come le luminous IR galaxies a gli AGN (Active Galactic Nuclei - Nuclei Galattici Attivi)(7). Il progetto della camera AMICA è stato ideato presso l’Osservatorio Astronomico di Teramo e nel dicembre 2004 si è concretizzato tramite la collaborazione dell’Osservatorio di Torino, dell’Osservatorio di Padova e dell’Osservatorio di Milano.


Gli antichi Sumeri ci hanno indicato dove osservare… 

Fonte https://www.varchive.org

 

LOS ANGELES, 30 luglio 2005 - Il sistema solare avrebbe un decimo pianeta. 
Lo sostiene un' équipe di scienziati statunitensi. Gli studiosi hanno annunciato ieri di aver scoperto, gravitante a 15 miliardi di chilometri dalla Terra, 2003-UB313. "Tirate fuori le penne e cominciate a riscrivere i manuali scolari" ha scherzato Brown, capo dell'unita' di astronomia planetaria di Pasadena. Il nuovo pianeta e' grande "una volta e mezzo" Plutone, ha poi spiegato. 2003-UB313 e' stato fotografato con le sofisticate apparecchiature impiantate sul Monte Palomar, nel Sud della California. La Nasa ha finanziato parte del programma di cui Brown e' responsabile. La scoperta e' stata effettuata in collaborazione con Chad Trujillo dell'osservatorio Gemini di Mauna Kea, nelle Hawaai, e David Rabinowitz, dell'Universita' di Yale, nel Connecticut.
Foto Nasa.

ALLARME SU INTERNET: 

" ARRIVA IL PIANETA X, DISTRUGGERA' LA TERRA "

di Lorenzo Soria tratto da "La Stampa" 8 maggio 2003

Sarebbe il «Nibiru» dei Sumeri, con un'orbita di 3600 anni intorno al Sole. Il suo campo magnetico causerà lo slittamento dei poli. Psicosi sul web: molti fuggono in montagna, altri lo hanno fotografato.

 

 

NEW YORK. Una cinquantina di loro, tutti membri di un gruppo chiamato Panawave, ha cercato rifugio da un paio di settimane tra le colline della prefettura di Gifu, un 250 chilometri a ovest di Tokyo. E si sono premuniti di vestirsi interamente di bianco, il colore del lutto in Giappone. I “survivalists” che già vivono da anni nelle montagne dello Utah e nei deserti californiani in attesa perenne della fine del mondo hanno nel frattempo aumentato le loro scorte di acqua e di cibo. Ma per la maggioranza delle persone che credono nella profezia del “Pianeta X” c’è ben poco da fare: la sua orbita ellittica di 3600 anni attorno al Sole è ormai alla fine del suo ciclo, il misterioso Pianeta sta per andare a infilarsi tra la terra e il Sole. E gli effetti di questo riallineamento cosmico saranno così devastanti e catastrofici che non ci sarà precauzione possibile.

L’unica cosa che possiamo fare è guardare con ansietà il calendario e realizzare che il giorno dell’Apocalisse è ormai sinistramente imminente
www.zetatalk.com, uno dei tanti siti Internet dedicati alla profezia. C’è solo una piccola consolazione, la fine del mondo non sarà improvvisa ma verrà preceduta da un avvertimento inquietante quanto riconoscibile: la Terra smetterà di ruotare e anche i comuni mortali potranno rendersi conto del fenomeno perché il Sole, a quel punto, apparirà immobile sull’orizzonte. Mentre Internet funge di nuovo da cassa di risonanza per diffondere l’ultima profezia di catastrofe prossima ventura, migliaia di persone in ogni angolo del globo stanno puntando i loro telescopi in direzione del Sole. Alcuni, naturalmente, assicurano di avere già intravisto le tracce del pianeta e molti sostengono di averlo fotografato. E se i piu grandi istituti astronomici del pianeta e la Nasa con i suoi potentissimi telescopi spaziali negano, per il popolo dell'Apocalisse c’è un complotto del silenzio, giustificato anche dalle raccomandazioni date poco tempo fa da un gruppo di esperti di Santa Monica al governo degli Stati Uniti: in caso di imminente e inevitabile evento catastrofico è meglio non dire niente a nessuno.

 I poli del Pianeta X eserciteranno una forza magnetica irresistibile su quelli terrestri, generando eruzioni di vulcani, tsunami, diluvi di proporzioni bibliche. E un massiccio e catastrofico spostamento delle croste terrestri: terremoti tremendi catapulteranno a Est Europa ed Africa, il Canada si staccherà dal resto delle Americhe, i Caraibi e l’Indonesia resteranno sommersi, le montagne dell’Himalaya andranno a occupare le pianure dell’India centrale. L’unico punto di salvezza, forse, sarà l’Antartide, che potrebbe diventare un’estensione di quello che oggi conosciamo come Sud-America. Anche in questo caso, ovviamente, dilagano i collegamenti con le antiche civiltà e le profezie bibliche. I Sumeri credevano che nel nostro sistema solare esistesse un pianeta in più «Nibiru», «pianeta del passaggio» o «della distruzione», con un’orbita appunto di 3600 anni intorno al Sole.

Nel Vecchio Testamento e nel Libro delle Rivelazioni si dice che il «giorno in cui le stelle caddero sulla Terra» verrà preceduto da un mese di «guerra e di rumori di guerra» e i recenti eventi in Iraq (dove fiorì la civiltà sumera) sono naturalmente stati letti come una conferma. Sempre nel libro delle Rivelazioni, si parla di Babilonia, la vecchia capitale della Mesopotamia, che sarebbe tornata al suo antico splendore con la fine del «Regno del Male». E che cos’altro era il regime di Saddam Hussein?
Per alcuni anche il Diluvio universale era legato al Pianeta X e a un suo precedente passaggio. Ma questa volta, come detto, avremo di peggio di 40 giorni e di 40 notti di diluvio: non ci saranno né Noé né arche che ci salveranno.

Ma intanto la psicosi dilaga sui siti Internet, si moltiplicano le immagini di presunti avvistamenti del pianeta, che sarebbe circondato da alcune lune e trascinerebbe con sè una coda di detriti. Molte persone, anche in Europa, hanno deciso di rifugiarsi in montagna. Fino alla prossima fine del mondo.

 

 

 
 
 

FONTE

 
 

 

 

Alla notizia non è stata data troppo importanza nei telegiornali. Era
stata anticipata nel 2002
www.lescienze.it ma passò abbastanza inosservata... 

Perché se ne parla così poco? In fondo si tratta non di poca cosa ma di un pianeta in più nel nostro Sistema Solare, che in quattro e quattr'otto è passato da nove a dieci pianeti, alla faccia degli studi accademici... Se vogliamo ulteriormente complicare il quadro, possiamo anche dire che il Decimo Pianeta è una vecchia conoscenza. Molto vecchia se consideriamo che era noto fin dai tempi dei Sumeri. Non ci credete? Prendete un libro dello studioso russo Zecharia Sitchin, scritto diversi anni fa, e leggerete le stesse informazioni che oggi sono trapelate sulla sua scoperta. Il problema è che allora non esistevano le strumentazioni che abbiamo oggi: computer, telescopi immensi, addirittura telescopi in orbita attorno alla terra... Si sono spesi miliardi di dollari per mettere in orbita una vera e propria "talpa spaziale" come Hubble, che invia fotografie sulla Terra di galassie, stelle lontane centinaia, forse migliaia di anni luce: stupende... Ma se non vede un pianeta appena dopo Plutone a cosa serve? Stiamo parlando di un corpo celeste dalle notevoli dimensioni, eppure nessuno lo aveva visto prima. Come mai?

Secondo gli studi e le interpretazioni della lingua cuneiforme ad opera di Zecharia Sitchin, linguista e storico russo, l'antico popolo sumero definisce col nome di Nibiru un pianeta, il "Pianeta dell'incrocio". Da questo pianeta provengono gli Anunnaki, "Coloro che dal Cielo caddero sulla Terra", una stirpe di giganti super-evoluti, di dei corrispondenti ai Nefilim biblici che, atterrati sulla terra, danno vita al genere umano attuale. Zecharia Sitchin, nel suo libro "Il Pianeta degli Dei" (The Twelfth Planet), sempre basandosi sui antichi testi Sumeri, fornisce dati piuttosto precisi sulle caratteristiche di Nibiru e ritiene probante, al fine di definire "strabilianti" le conoscenze astronomiche sumere, l'analisi di un reperto conservato nel Museo di Stato di Berlino, un'incisione su un sigillo cilindrico accadico risalente al 2400 a.C. Il sigillo, a detta di Sitchin, altro non è che una raffigurazione del Sistema Solare che vede la nostra stella circondata dai pianeti da noi oggi conosciuti, nella giusta successione e dimensione, più Tiamat e il misterioso Nibiru. Tiamat, per i Sumeri, è un pianeta anticamente posto tra Marte e Giove. Già molto prima dell'arrivo degli Anunnaki, Nibiru si è trovato periodicamente in posizione a noi prossima. In uno di questi passaggi viene ad impattare con Tiamat; quest'ultimo si frantuma in più parti, una parte diviene la cintura degli asteroidi mentre, la restante parte di Tiamat con il suo satellite Kingu (la Luna), viene scagliata verso un'orbita più vicina al Sole e genera all'attuale sistema Terra-
Luna... vedi:
Foto Pianeta X.

Possiamo capire che uno scienziato si chiuda su posizioni di riscontro dati o prove empiriche (ci stupirebbe l'inverso!), quello che non accettiamo è il rifiutare a priori l'analisi di certe ipotesi. 

Questi scienziati ci devono dire, sempre che non contestino prima le traduzioni dei testi mesopotamici, da cosa può essere derivata la conoscenza, ben 4000 anni fa, del nostro sistema solare, dilettandosi a calcolare quante probabilità esistono statisticamente che nel racconto si potesse prevedere un pianeta con traiettoria opposta agli altri. Ci potrebbero anche spiegare perché i Dogon, un popolo dell'Africa, conosce da generazioni la stella Sirio e la sua compagna, che chiamano Po Tolo, stella seme, invisibile ad occhio nudo e scoperta solo nel 1844 con il nome di Sirio B. 

TAVOLETTA DOGON

PIANETA X E CERCHI NEL GRANO

PPS DECIMO PIANETA

DOWNLOAD

 Concilio di Nibiru della Federazione Galattica

In questa sezione troverete la traduzione delle informazioni tratte dal sito www.nibiruancouncil.com riguardo le attività della Federazione Galattica della Galassia della Via Lattea, i suoi membri, 
gli starseed, i walk-ins e un po' di storia...


La Federazione Galattica dei Mondi

La federazione Galattica dei Mondi (FG) è una grande federazione di civilizzazioni da molti diversi pianeti, galassie e universi, che lavorano insieme per l'armoniosa esistenza di tutta la vita. C'è una  federazione galattica in ognuna delle galassie abitate del nostro universo. Queste federazioni sono parte della struttura di gestione universale esattamente come gli uffici nei diversi paesi sono la struttura di gestione per una grande azienda.

La Federazione Galattica per la Galassia della Via Lattea è chiamata Federazione Galattica dei Mondi, ma alcune delle razze rappresentate in essa possono chiamarla in altri modi, come i differenti nomi dati dagli Zeta, Andromediani, ecc.

Ogni razza, civilizzazione e pianeta ha un concilio all'interno della FG in propria rappresentanza. Questi concili variano in dimensioni e ciò dipende dalla popolazione che rappresentano così come dall'insieme di responsabilità che gestiscono all'interno della struttura della FG. Ci sono letteralmente migliaia di questi concili in rappresentanza di molte razze. La FG è più grande di quanto possiamo immaginare.


Le Grandi Sale della Federazione Galattica.

La FG ha un concilio di sorveglianza principale in cui ci sono rappresentanti da ogni concilio membro. Questo concilio si riunisce nella Grande Sala. Ma ogni concilio ha la propria Grande Sala. Forse è per questo che c'è così tanta confusione su questo punto. Molti canalizzatori presenziano agli incontri nella Grande Sala e pensano che ce ne sia solo una, mentre nei fatti potrebbe essere la Grande  Sala di una delle razze o civilizzazioni membre. Vedete come tutto si complica.

Il Concilio di Nibiru che è il più grande di questi concili, ha la sua Grande Sala, ma più spesso si riunisce nella Grande Sala della FG, poiché i suoi compiti coinvolgono la gestione della FG stessa.  Nibiru non è un pianeta con una civilizzazione, in realtà è una nave spaziale della FG con rappresentanti di molte razze il cui ruolo è di team di gestione galattica viaggiante. La loro missione è di aiutare la negoziazione di alleanze, il mantenimento della pace tra differenti mondi della FG e assistere nuovi membri in entrata. Da qui il loro motto, "Servendo i Mondi".

La FG della nostra Via Lattea è localizzata nel sistema stellare di Sirio. Il nostro sole è uno stragate verso quel sistema e la FG. Questo è il motivo per cui la stella cane di Sirio è così importante per la Terra e gioca un ruolo significativo nella nostra storia.


Storia della Federazione Galattica.

La Federazione Galattica della Via Lattea è la più antica in questo Universo. Fu costituita alla fine della prima Grande Guerra Galattica che fu combattuta nella costellazione della Lyra tra Umani, Rettiliani, Felini e Cariani. Dopo questa guerra, i sopravissuti decisero che dovevano stabilire un modo per arbitrare le dispute così che quel genere di distruzione (la distruzione della casa natale umana Avyon, la Prima Terra) non sarebbe più accaduta. Così fu creata la FG, con i membri fondatori provenienti dalla Lyra e da Orione. La loro prima nave ammiraglia era Pelegai, una delle poche intatte dopo la guerra. Questo fu un tempo molto doloroso e le ferite di questa guerra avrebbero richiesto molte dimensioni di tempo per guarire.

Al principio, la FG era molto piccola poiché in pochi erano sopravissuti alla guerra. Il Concilio Lyrano e il Concilio di Orione raddoppiarono per operare come braccio amministrativo della loro neonata federazione. In altri mondi essi furono la Federazione Galattica. Nel tempo furono create nuove razze come germogli dalle originali quattro e la FG diede loro il benvenuto come raggiunsero lo  status galattico, come noi ci accingiamo a fare ora.

Quindi la Federazione Galattica crebbe e divenne una grandissima e potente federazione di mondi devoti alla pace e prosperità universali. Ora ci sono miliardi di membri da tutta la nostra galassia.


Jelaila
- Approfondimenti: clikka qui - altro link - link2 - link3

PPS FEDERAZIONE GALATTICA

DOWNLOAD

ALLERTA PLANETARIA

DAL TELESCOPIO "SPT" LE PROVE CHE

"NIBIRU" SI AVVICINA

FOTOGRAFIE SCATTATE DAL TELESCOPIO AMUNDSEN -SCOTT AMERICAN SOUTH POLE STATION (SPT), CONFERMANO CHE L'OGGETTO SPAZIALE DENOMINATO "PLANET X" E ' IN FASE DI AVVICINAMENTO

L'autore del
filmato che mostra le fotografie scattate dal telescopio SPT che si trova nel Polo Sud, scrive sul suo portale. 

 

"Presento in questo video (sotto)alcune foto di quello che molti chiamano Nibiru o Planet X. Sono molto reali e la mia prova è pura realtà. Quello che molti uomini non si rendono conto, è che Nibiru è infatti una Stella Oscura, circa la metà delle dimensioni del nostro Sole. In questa Stella Oscura, ruotano, attratti dalla sua gravità, un certo numero di grandi pianeti e di piccoli satelliti in orbita attorno ad esso, una delle quali è Planet X. E come una sorta di mini sistema solare. Questi oggetti stanno dirigendosi verso di noi, come hanno fatto in un lontano passato. 

Questi oggetti saranno visibili ad ogni essere umano sulla Terra entro i prossimi due anni. Un po 'di tempo attorno al 2012/2013. Questi oggetti saranno più vicini a noi e al nostro Sole e che domineranno il cielo diurno e notturno. Un altro fatto che molte persone non conoscono, è che Planet X è un pianeta abitato. Il governo degli Stati Uniti lo sa, infatti sono in contatto con loro, perché questo non è solo un evento catastrofico per noi, ma anche per loro. Molte persone possono essere salvate, ma le azioni devono essere intraprese ORA. Entro i prossimi anni, nessuno sarà in grado di nascondere il fatto e che questi oggetti si stanno dirigendo verso di noi, perché essi saranno visibili a tutti e si svilupperà come approccio più grande di noi. Il Panico Globale sarà inevitabile e questo evento è inevitabile."


Commento di Massimo Fratini:

Non è un caso, a chi poi voglia credere o meno, che l'Osservatorio Astronomico di AMUNDSEN -SCOTT AMERICAN SOUTH POLE STATION (SPT) sia stato costruito con i finanziamenti della celebre e famosa Fondazione Rothschild di cui farebbe parte anche l'altro plurimiliardario Rockefeller,che si dedica non a caso, alla costruzione dei tunnel sotterranei, cercando di trarre in salvo i famosi semi OGM "terminator" presso l'Isola Nord Polare di Swalbard. Tutto ciò non è un caso. L'SPT non è solo un Radiotelescopio ma anche un Osservatorio Spaziale di Astrofisica. Come dire: facciamo l'Ecografia alle stelle... I Lord signori sanno tutto...e come!! 

Fanno di tutto per nascondere la REALTA' dei fatti, con menzogne e disinformazione, facendoci credere che tutto è nella norma. Ma nessuno si domanda: perchè Rothschild e Rockefeller sprecano miliardi e miliardi di dollari per costruire telescopi e basi sotterranee?? Tutto questo non vi sembra strano? Meditate gente..meditate.....

Se non credete andate a vedere il logo in basso a sinistra di questo portale:
sciencepoles.org

SOPRA: LE FOTOGRAFIE SCATTATE DAL TELESCOPIO AMUNDSEN -SCOTT AMERICAN SOUTH POLE STATION (SPT)

“La gente comune non saprà nulla fino alla fine, perché il governo non vuole creare panico di massa. Tutto accadrà silenziosamente e i governanti semplicemente spariranno. Vi dico questo: non girate tranquilli di notte, prendete precauzioni per salvarvi con la vostra famiglia. Unitevi agli altri, lavorate insieme per trovare soluzioni a tutti i problemi che dovrete fronteggiare“.

( VEDI ANCHE LA SEZIONE HERCOLUBUS - PIANETA ROSSO )

IL VATICANO INAUGURA IL NUOVO TELESCOPIO SPAZIALE

LUCIFER 1: A CACCIA DI PLANET X - NIBIRU?


Da un paio di giorni il Vaticano ha un telescopio ad infrarossi chiamato LUCIFER1. (da Lucifero)

Non é uno scherzo. Lucifero significa "portatore di luce" e il compito del nuovo strumento é di ricercare "Pianeti nascosti tra le polveri interstellari".

Monte Graham, Arizona, Stati Uniti. É questo il luogo dove ormai da anni si contrastano le esigenze della ricerca scientifica e le rivendicazioni culturali di un popolo, gli Apache, che lotta per la sua sopravvivenza culturale e religiosa. Dal 1993 sono cominciati sulla sommità della montagna, con l’autorizzazione del governo federale, i lavori per la costruzione di un centro internazionale di astrofisica che comprende tre telescopi. Uno fra questi, il Large Binocular Telescope, terminato e inaugurato da poco tempo, è il più grande mai costruito. Ma a fare notizia è un altro telescopio, il LUCIFER 1 già operativo dal 21 Aprile 2010 è di proprietà della organizzazione religiosa più grande del mondo, il Vaticano. Si tratta del Vatican Advanced Technology Telescope (VATT) realizzato in collaborazione con l’Università dall’Arizona e finanziato dalla Vatican Observatory Foundation grazie alle donazioni dei fedeli statunitensi. 

Dopo oltre un decennio di progettazione, produzione e collaudo, LUCIFER 1 (nella foto a fianco) é andato online, come già detto, il 21 Aprile 2010, sarà seguito da un gemello che verrà consegnato al telescopio nei primi mesi del 2011.

La costruzione finale prevede due specchi giganti di 8,4 metri di diametro. Ogni strumento è raffreddato a -213 gradi Celsius per osservare nella gamma di lunghezze d'onda del vicino infrarosso.

Negli ultimi anni moltissimi strumenti a infrarossi sono stati messi online.
il NASA's Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) é uno di essi. Questi strumenti ad infrarossi possono essere usati non solo per osservare le galassie lontane ma anche per
controllare oggetti in avvicinamento alla terra.

Il Vaticano, che recentemente ha esteso le sue ricerche all'astrobiologia, si interessa di astronomia classica sin dalla fine del 1700 e dispone di tutta una serie di osservatori ben noti. Oltre a quelli ufficiali ve ne sarebbero anche di segreti, come già dichiarato in un articolo di Cristoforo Barbato e pubblicato sul sito internet www.secretum-omega.com e che potete scaricare di seguito in formato file PDF (https://www.secretum-omega.com/wp-content/uploads/2009/10/int_gesuita_ITA.pdf).

Dalle dichiarazioni pervenute ad alcuni ricercatori, il Vatican Observatory Foundation avrebbe costruito questo telescopio per lo stesso motivo per cui fu progettato lo Sky Hole e i telescopi Spaziali IRAS e SILOE, ovvero per dare la caccia ad un pianeta chiamato Nibiru che orbiterebbe intorno ad una piccola stella nana Bruna (compagna del nostro Sole?) denominata Dark Star.

Questa una delle tante dichiarazioni del famoso Gesuita, rilasciata al giornalista e ricercatore Cristoforo Barbato:

"Quello che posso dire è che il telescopio è stato costruito nel 1990 con lo scopo di studiare i corpi celesti ‘anomali’ in avvicinamento alla terra, analogamente a quanto fatto per esempio dalla CIA, che tra i tanti suoi ‘occhi segreti’ annovera il telescopio gemello di Hubble, SkyHole 12. Inoltre il SIV fu avvisato durante gli incontri con Pio XII dell’avvicinamento di un corpo celeste al sistema solare ospitante una razza aliena evoluta e molto bellicosa. Seppi ben presto che il materiale che dovevo ricevere qui a Roma ed elaborare al computer era molto interessante e segretissimo. Fu durante l’elaborazione di alcuni dati e informazioni provenienti da questo radiotelescopio che una sonda inviata nello spazio remoto, inserita all’interno di un programma di esplorazione spaziale avviato nei primi anni ‘90 denominato SILOE, aveva fotografato un pianeta di dimensioni enormi in avvicinamento al sistema solare. I dati furono ricevuti in Alaska nel mese di ottobre del 1995."

Il progetto di Lucifer 1 quindi é gestito dal Vaticano, dall'Università di Arizona e da un gruppo misto di tedeschi e italiani. Il design innovativo di Lucifero permetterebbe agli astronomi di esaminare in dettaglio senza precedenti, ad esempio regioni di formazione delle stelle, che sono comunemente nascoste da nubi di polvere. Ma questo nuovo strumento,che è il più grande telescopio ottico è il mondo, il Large Binocular Telescope sul Monte Graham, permette agli astronomi di osservare qualunque oggetto di luminosità molto debole (guarda caso...). Lo strumento è estremamente flessibile, ed unisce il grande campo di vista con una risoluzione elevata. 

 

Nella Banconota da 50 e 100 Franchi.. come potete vedere dalle foto.. risulta essere una mappa del sistema solare con la presenza del decimo pianeta (Hercolubus, Nibiru, Pianeta X, o come lo vuoi chiamare!) I potenti del mondo conosco già tutto, siamo noi che dormiamo su tutto!

OPEN YOUR MIND PLEASE...

 

 

 

 

 

"Quello che posso dire è che il telescopio è stato costruito nel 1990 con lo scopo di studiare i corpi celesti ‘anomali’ in avvicinamento alla terra, analogamente a quanto fatto per esempio dalla CIA, che tra i tanti suoi ‘occhi segreti’ annovera il telescopio gemello di Hubble, SkyHole 12. Inoltre il SIV fu avvisato durante gli incontri con Pio XII dell’avvicinamento di un corpo celeste al sistema solare ospitante una razza aliena evoluta e molto bellicosa. Seppi ben presto che il materiale che dovevo ricevere qui a Roma ed elaborare al computer era molto interessante e segretissimo. Fu durante l’elaborazione di alcuni dati e informazioni provenienti da questo radiotelescopio che una sonda inviata nello spazio remoto, inserita all’interno di un programma di esplorazione spaziale avviato nei primi anni ‘90 denominato SILOE, aveva fotografato un pianeta di dimensioni enormi in avvicinamento al sistema solare. I dati furono ricevuti in Alaska nel mese di ottobre del 1995."

> Dichiarazioni del famoso Gesuita, rilasciata al giornalista e ricercatore Cristoforo Barbato

NIBIRU - PROVE SCIENTIFICHE > 2012

Torino, 14 aprile 2010, mercoledì

Al Procuratore della Repubblica di Torino

e per conoscenza:

Al Rettore dell’Università di Torino

Ezio Pelizzetti

All’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario (IFSI) di Torino

All’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), sezione di Torino

All’Ente per le Nuove tecnologie, l’ Energia e l’ Ambiente (ENEA) di Torino

All’Istituto di Studi Militari di Torino

A Sua Eminenza Arcivescovo di Torino

Cardinal Severino Poletto

Al Grande Oriente d’ Italia (GOI), Roma,

ai Coll. dei Maestri Vener. del Piemonte e Val d’ Aosta, Torino, e della Lombardia, Milano

All’ Istituto Interregionale di Ricerca delle Nazioni Unite sul Crimine e la Giustizia (UNICRI), Torino

Al Ministro all’Interno Roberto Maroni

c/o Ministero dell’Interno, Roma

Al Prefetto di Varese Simonetta Vaccari

Al Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)

Enzo Boschi, c/o sede INGV di Roma

Al Sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso

Alle redazioni della rivista settimanale “Cronaca Vera”, Legnano (MI)

e del giornale “La Provincia di Varese”, Varese

Alle redazioni dei programmi televisivi

“Striscia la notizia” di Canale 5 e “Mistero” di Italia 1, Segrate (MI), “Voyager” di Rai 2, Roma

Alla National Aeronautics and Space Administration (NASA) Headquarters, Washington DC, USA

All’Agenzia Russa per l’Aviazione e lo Spazio (RKA), Mosca, Russia

A chiunque, previa possibilità e salvo esaurimento


Oggetto: Aggiornamento all’Esposto, consegnato a Signoria Vostra Procuratore della Repubblica di Torino in data 08 marzo 2010, richiamante al rispetto della Fede e richiedente divulgazione informativa riguardo il pericoloso influsso gravitazionale esercitato dal pianeta denominato Sedna, Xena, Eris, Nibiru e siglato 2003 UB 313, causante sul pianeta Terra il considerevole e continuo aumento degli eventi quali terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, tornado, uragani e tifoni, maremoti ed onde anomale, repentini sbalzi di temperatura e pressione atmosferica, grandinate, cadute meteoriche ed interferenze elettromagnetiche, frane e siccità, comunicando ciò attraverso i media a tutta la popolazione mondiale in modo da metterla nella condizione di potersi salvaguardare.

Vostra Signoria Procuratore della Repubblica di Torino, io sottoscritto Gennaro Gelmini, nato a Milano il 24 novembre 1974, residente a Varese in Viale Valganna 216, avente numero di telefono 0332232143, e-mail gennaro.gelmini@email.it e sito internet https://gennaro-gelmini.over-blog.it , espongo quanto segue:

®prove scientifiche sono contenute in questo aggiornamento all’Esposto del 08 marzo 2010, difatti era ciò che speravo trapelassero dopo essere tornato a Torino, e così è avvenuto, sono state diramate rivelazioni di Nibiru a metà marzo 2010, data in cui influenti Astronomi hanno divulgato la notizia secondo cui a 20 unità astronomiche dal Sole, poco più della distanza media tra il Sole e Urano, sembra esservi presente un oggetto spaziale avente un’influenza gravitazionale, questo hanno detto, ma queste stesse parole sono le stesse identiche da anni utilizzate da me medesimo Gennaro Gelmini per descrivere l’azione gravitazionale di Nibiru, la sua influenza gravitazionale per l’appunto parole mie, ma ancora gli Astronomi che sanno di Nibiru, tutti d’accordo a volersi nascondere in quelle urne cinerarie dei loro rifugi sulle cui uscite di sicurezza grava il pericolo di un’ostruzione, ma ben pochi ricordano che nell’autunno del 2003, notizia ufficializzata solamente nella metà del mese di marzo del 2004, il pianeta Sedna, da allora siglato 2003 UB 313, ovvero Nibiru, veniva annoverato a 67 unità astronomiche dal Sole e per chi non lo sapesse un’unità astronomica corrisponde alla distanza tra la Terra e il Sole, che in termini astronomici non è molta, dato che nello spazio siderale non esiste attrito, quindi Nibiru ha percorso nella sua orbita 47 unità astronomiche in 6 anni e mezzo, mancandogli 23,25 unità astronomiche al suo perielio situato a metà distanza tra i pianeti Marte e Giove nel compiersi del suo percorso orbitale che lo porta circa ogni 6500 anni dallo spazio siderale della cosiddetta Nube di Oort al Sistema Solare in orbita attorno al Sole, che gli permette di accelerare in velocità nell’avvicinarsi al suo perielio per la spinta attrazionale del Sole, giungendo fino alla distanza minima di 3,25 unità astronomiche da esso.

Del perché Nibiru non sia già visibile ad occhio nudo è presto detto, difatti andando a rivedere nelle mie carte lo scritto dell'Esposto consegnato al Procuratore della Repubblica di Varese in data 20 settembre 2003 e redatto ancora con la macchina da scrivere, vi si può notare che ciò che avevo scoperto non era da tutti, informazioni riservate con cui avevo saputo che Nibiru, quando era stato scoperto, o per meglio dire riscoperto scientificamente in epoca recente tramite osservazioni dirette al telescopio effettuate dall’Intelligence degli stati Uniti d’America già nel lontano 1983, gli era stata conferita la sigla di denominazione in greco ΩΡΚ (che si pronuncia omega rho cappa) come sovente si attribuisce alle stelle per catalogarne la luminosità, secondo cui Ω, che è l’ultima lettera dell’alfabeto greco, in questo contesto significa luminosità estremamente bassa: Nibiru irradia poco e soprattutto raggi ultravioletti, che gli umani non percepiscono, inoltre risulta visibile al crepuscolo e sovente invisibile poiché coperto dalla luce solare.

Tra coloro i quali si frappongono allo scaturire della verità, vi è la comunità astronomica internazionale, condotta in primis dalla National Aeronautics and Space Administration (NASA), che quando doveva annoverare tale oggetto astronomico come pianeta nel settembre del 2006, preferì invece declassare Plutone dal ruolo di pianeta a quello di planetoide, in tal modo anche l’oggetto astronomico siglato 2003 UB 313, altresì denominato Sedna, Xena, Eris, Nubiru, avente le caratteristiche di un pianeta a tutti gli effetti, delle dimensioni ufficialmente identiche a quelle di Plutone, anche se, stando a miei studi, è sicuramente più grande, è rimasto catalogato come planetoide, cioè pianeta nano, cosicché l’interesse degli Astronomi per quest’ultimo è diventato ancor più minimale; altresì vi è importante notare che la NASA aveva scoperto Sedna già dal lontano 1983, mantenendone celata la notizia, finché un gruppo di Astronomi tedeschi e cileni lo scoprirono anch’essi nell’autunno del 2003, denominandolo “Pianeta X”.

E' stato solo allora che la NASA rivendicò tale scoperta ad appena 6 mesi prima, ad opera del loro Astronomo Michael Brown, apportandogli allora la sigla 2003 UB 313 e facendolo ritenere un planetoide di modestissime dimensioni, avente una scia cometaria, denominata Coda del Drago, e un ancor più minuscolo satellite, ma non solo non poterono più mantenere nascosta la sua presenza che le sue reali dimensioni erano grandi almeno quanto quelle di Plutone, ci è giunto qualcosa che dalla NASA non ci saremmo potuti mai aspettare: si diffuse la notizia che era stato scoperto un altro planetoide a nome Xena, mantenendone inalterata la sigla 2003 UB 313, ma la cosa che più sconcerta è che anche la sua posizione nello spazio e il suo aspetto erano identici a Sedna, era tal quale anche il suo satellite, ora denominato Gabrielle, la sua scia cometaria e il suo scopritore, sempre Michael Brown, ma pur di sfatare il mito di Sedna come 10° pianeta del Sistema Solare, è stato declassato Plutone come sopra già descritto, sconceria simile alla gestione dell’emergenza per il tornado Katrina, che devastò la città di New Orleans (USA) nel 2005, il cui incarico fu conferito dall’Agenzia per le Emergenze degli Stati Uniti d’America (FEMA) allo stesso Michael Brown, che provvide solo ad adibire a rifugio lo stadio della città, che si allagò causando parte dei 1836 morti totali dovuti a tale tornado.

Non diamo quindi per scontato che Michael Brown o un suo prestanome possano aiutarci in questo frangente, in quanto, mentre fino a poco tempo addietro ci facevano credere che Nibiru non potesse esistere, identificandolo per i pochi che lo avevano avvistato sotto le veci del planetoide Sedna, adesso lo ritengono una stella Nana Rossa o Nana Bruna, cioè una seconda stella del Sistema Solare, che quindi è un Sistema Binario, o almeno dicono potrebbe esserlo (cosa di cui io avevo già detto e scritto), ma Nibiru come Nana Rossa o Bruna avrebbe una forza enormemente implacabile avverso la Terra, tale da consentire la continuazione della vita a pochi superstiti asserragliati in bunker sotterranei, quindi certamente non baderanno a noi comuni mortali o ci baderanno blandamente, oltre a considerare che gli Astronomi non sono dei contattisti, tra cui figura anche il sottoscritto Gennaro Gelmini, che sanno che Nibiru, non per il colore, che in questo caso è comunque rosso, ma anche per le dimensioni, è in realtà una stella Nana Bianca; Signoria Vostra Procuratore della Repubblica di Torino, come ben saprà io mi sono recato da Lei a Torino anche per chiedere un rispetto della Fede, e ancor più ora, che sono state trovate prove inoppugnabili che la Santa Sindone appartenne a Gesù Cristo, sia ufficializzata questa verità, in quanto asserire ancora come gli scettici che l’immagine impressa sul telo della Sindone sia solo una pittura di Leonardo da Vinci è a dir poco un’assurda concezione eretica. 

Oggidì alcune persone sembrano volersi innalzare sopra Dio, mentre invece avviene come nel Medioevo, quando ancora la Terra la si credeva piatta, e ora, alla stessa maniera, si crede di ritenere che nell’Universo non ci sia vita oltreché da noi, ma così facendo le generazioni future ci riterranno sicuramente degli arretrati, poiché verremo in contatto con quelle Creature extraterrestri che mi hanno istruito sul futuro del pianeta Terra già a partire dal 1999, quando cioè gli eventi tragici a cui stiamo assistendo avevano carattere tutt’al più eccezionale, eppure io credetti loro, e siccome sono sicuro che mi hanno rivelato la verità, sono anche sicuro che per quanto mi anno rivelato del Pianeta Nibiru sia la verità, Nibiru non è un planetoide e tanto meno una Nana Rossa o una Nana Bruna, Nibiru è una Nana Bianca abitata al suo interno in una cavità creata dalla rotazione dell’anzidetto pianeta, ove trovasi acqua e luce e calore magmatico, da codeste Creature denominate Annunaki, che durante il perielio di Nibiru torneranno a farci visita in massa.

L’aumento meteorico è naturalmente dovuto alla scia di meteore di Nibiru denominata “Coda del Drago”, causa del considerevole aumento della caduta di meteoriti sulla Terra (notizia questa anch’essa spesso celata), che apporteranno ulteriori danni a strutture, cose e persone, deviando anche, in futuro, alcuni asteroidi della “cintura” sita tra Marte e Giove, catapultandoli verso il pianeta Terra: mercoledì 13 gennaio 2010, quindi quasi in concomitanza col terremoto ad Haiti della sera del 12 gennaio 2010, l’asteroide denominato 2010 AL30, del diametro di 10-15 metri, è transitato a solamente 130000 chilometri dalla Terra e il 08 ottobre 2009, nei cieli soprastanti la città di Bone in Indonesia, un altro asteroide del diametro di 10 metri penetrato nell’atmosfera terrestre è esploso in essa creando un’onda d’urto generante un terremoto, oltre ciò vi è da considerare che lo scioglimento dei ghiacci artici e antartici è talmente repentino, che non può essere addebitato esclusivamente all’effetto serra e al buco dell’ozono.

Signoria Vostra Procuratore della Repubblica di Torino, io sottoscritto Gennaro Gelmini, abitante in Viale Valganna 216 a Varese, avente e-mail gennaro.gelmini@email.it , sito internet https://gennaro-gelmini.over-blog.it e numero di telefono 0332232143, tramite codesto aggiornamento all’Esposto consegnatele in data 08 marzo 2010, continuo imperterrito a chiederle di adoprarsi alla divulgazione informativa, diramandola a tutta la popolazione mondiale senza esclusione di sorta, della verità riguardante i cambiamenti climatici, ovvero dei sempre più numerosi e consistenti eventi quali terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, tornado, uragani e tifoni, maremoti ed onde anomale, repentini sbalzi di temperatura e pressione atmosferica, grandinate, cadute meteoriche ed interferenze elettromagnetiche, frane e siccità, che non sono per l’appunto dovuti principalmente ai cosidetti fenomeni “effetto serra” e “buco dell’ozono”, ma, come io sottoscritto Gelmini Gennaro sono riuscito a scoprire, sono bensì da addebitarsi per la quasi totalità ad un unico pianeta, tuttora ancora annoverato come planetoide, distintamente denominato Sedna, Xena (che si pronuncia Scila), Eris, Nubiru e siglato 2003 UB 313 a causa della sua massa estremamente compatta, a cui quindi corrisponde una notevole attrazione gravitazionale che varia a seconda della sua distanza sempre mutevole dal Sole e dagli altri pianeti del Sistema Solare nel suo moto nello spazio poiché descrivente un’orbita estremamente ellittica: questi fattori d’influsso assieme combinati sono la principale causa degli eventi sovracitati e della loro millenaria catastrofica ricomparsa che precetta senza ombra di dubbio che tali eventi siano in questo periodo isolati casi avvenuti per caso, mentre sono in realtà dovuti all’influsso gravitazionale del pianeta Nibiru.Gli effetti di Nibiru sul pianeta Terra si fanno sempre più marcati e in gran numero che non si può credere alle favolette del “non c’è nulla” per poi vedersi piombare tutto addosso all’improvviso, anche in queste ultime settimane sono avvenuti forti terremoti ed eruzioni vulcaniche, frane e alluvioni, ma poco vi è stato fatto sapere, ve lo dico in parole povere, sarebbe meglio sloggiare dalle aree la cui pericolosità è nota, e alla domanda -“ma dove andremo?”- la risposta che posso darvi è che è meglio un popolo soccorso che un popolo che soccombe.

Ddifatti ad esempio nella notte tra il 12 e il 13 marzo 2010 sono avvenuti due terremoti nell’Oceano Pacifico a largo delle coste dell’Oregon (USA) di 5.1° Richter e di 4.5° R, il 16 marzo 2010 un terremoto di 4.4° R. ha avuto come epicentro Los Angeles (California, USA), inoltre lunedì 08 marzo è avvenuto un terremoto in Turchia di 6° Richter causante 57 morti, mercoledì mattina 10 marzo 2010 tre violente esplosioni sono state segnalate in Italia alla sommità del vulcano Stromboli e alla mezzanotte tra sabato 20 e domenica 21 marzo 2010 si è risvegliato il vulcano prospiciente il ghiacciaio Eyjafallajoekull in Islanda, la cui ultima precedente eruzione risale al 1823, a cui vanno aggiunti i movimenti franosi che continuano ad imperversare in Calabria, Sicilia, nel resto d’Italia e del Mondo, come la recente alluvione in Perù, avente decine di morti, 500 feriti e 37000 senzatetto, a cui si è aggiunta un'ulteriore alluvione in Argentina con 256 morti accertati e oltre 200 dispersi; se io sovente scrivo del pericolo imminente del Big One, il grande terremoto in California, è con giusta ragione, in quanto tempo addietro i Sismologi asserivano che detto terremoto non sarebbe ancora potuto accadere poiché occorreva che prima nella suddetta area avvenissero piccoli terremoti concatenati.

Ma ora che sono avvenuti molteplici terremoti coinvolgenti la faglia di Sant’Andrea in California, tra cui 7.2° Richter l’appena trascorso 04 aprile 2010 con epicentro al confine tra la California (USA) e la Bassa California (Messico), il più forte terremoto verificatosi in zona dal 1969 ad oggi, ben 41 anni, anticipato dagli eventi tellurici poc’anzi quivi descritti e posticipato in questi stessi giorni da terremoti superiori ai 5° Richter accadenti ogni 48 ore e coinvolgenti la stessa faglia, cosa di indicibile rilevanza, ma ancora indugiano ad evacuare le zone a rischio, seppure anche nei prossimi giorni sono attesi in zona altri forti terremoti, ma meglio una popolazione soccorsa che una popolazione che soccombe, se ne stanno muti senza affermare “è ora”: l’influenza gravitazionale di Nibiru avverso la Terra è in aumento costante innescando dei movimenti di faglia da cui dipartirà un nuovo terremoto devastante, intanto l’Etna ha già iniziato ad emettere lapilli incandescenti di lava il 06 novembre 2009 e ad eruttare sistematicamente dal 08 novembre 2009, data in cui due terremoti di magnitudo 3° e 4° Richter sono avvenuti in Sicilia, risvegliandosi il sopramenzionato vulcano Etna e il vulcano Stromboli, ed ora, nel continuo dell’eruzione etnea, il 02 aprile 2010 si è registrato in loco un nuovo sciame sismico il cui terremoto più forte è stato di 4.2° Richter con epicentro il versante nord-est, mentre nel contempo si sono diramate notizie errate secondo cui l’eruzione dell’Etna è iniziata solamente durante i giorni di Pasqua 2010.

Signoria Vostra Procuratore della Repubblica di Torino, io sottoscritto Gennaro Gelmini, abitante in Viale Valganna 216 a Varese, avente e-mail gennaro.gelmini@email.it , sito internet https://gennaro-gelmini.over-blog.it e numero di telefono 0332232143, tramite codesto Esposto le chiedo di adoprarsi alla divulgazione informativa, diramandola a tutta la popolazione mondiale senza esclusione di sorta, della verità riguardante i cambiamenti climatici, ovvero dei sempre più numerosi e consistenti eventi quali terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, tornado, uragani e tifoni, maremoti ed onde anomale, repentini sbalzi di temperatura e pressione atmosferica, grandinate, cadute meteoriche ed interferenze elettromagnetiche, frane e siccità, che non sono per l’appunto dovuti principalmente ai cosidetti fenomeni “effetto serra” e “buco dell’ozono”, ma, come io sottoscritto Gelmini Gennaro sono riuscito a scoprire, sono bensì da addebitarsi per la quasi totalità ad un unico pianeta, tuttora ancora annoverato come planetoide, distintamente denominato Sedna, Xena (che si pronuncia Scila), Eris, Nubiru e siglato 2003 UB 313, descrivente un’orbita estremamente ellittica, a cui quindi corrisponde una sempre mutevole distanza dal Sole e dagli altri pianeti del Sistema Solare, e ha una massa estremamente compatta: questi due fattori d’influsso assieme combinati sono la principale causa degli eventi sovracitati e di contravvenire agli scettici, quindi, io sottoscritto Gennaro Gelmini, chiedo a Vostra Signoria Procuratore della Repubblica di Torino di intervenire per codesta causa, in base ai reati espressi dall’art. 404 per un esplicito richiamo al rispetto della Fede, e dall’art. 40 comma 2° e dagli artt. 361, 362, 432, 434, 449, 450 del C.P. per i reati concernenti la mancata divulgazione informativa concernente il pericoloso influsso gravitazionale del pianeta denominato Sedna, Xena, Eris, Nibiru e siglato 2003 UB 313 esercitato avverso la Terra.

Allego al presente aggiornamento all’Esposto del 08 marzo 2010, per Signoria Vostra Procuratore della Repubblica di Torino e per tutti i suoi intestatari che non lo abbiano già ricevuto o che lo richiedano nuovamente per motivi d’ufficio, e comunque gratuitamente visualizzabili sui miei siti internet https://gennaro-gelmini.over-blog.it e https://gennarogelmini.maxiblog.it : copia dell’Esposto consegnato a Signoria Vostra Procuratore della Repubblica di Torino in data 08 marzo 2010 e ad altre ragguardevoli Istituzioni; copia dell’Esposto consegnato il 12 gennaio 2010 al Procuratore della Repubblica di Genova, oltre ad altri numerosi intestatari; copia dell’Esposto ex novo continuatio itinere del 10 settembre 2009, consegnato al Procuratore della Repubblica di Varese e ad altri importanti intestatari; copia della “richiesta di Santa Processione delle Spoglie di San Leone guerriero Martire, Sant’Imerio Martire e San Gemolo Martire per ricorrere Loro a tutela dagli effetti dei cambiamenti climatici”, consegnata il 02 aprile 2009 al Prefetto di Varese e avente tra gli altri importanti intestatari Amministratori ed Ecclesiastici; copie delle 5 lettere inviate dalla National Aeronautics and Space Administration (NASA) al sottoscritto Gennaro Gelmini il 08 settembre 2006, il 30 gennaio 2008, il 29 ottobre 2008, il 29 luglio 2009 e l’ultima pervenutami il 01 novembre 2009, con la fotocopia della sua busta riportante la dicitura “Priority A”. Ogni Esposto quivi menzionato concerne principalmente denunce del sottoscritto Gelmini Gennaro in relazione al fattore astronomico riguardante il pericoloso influsso gravitazionale esercitato dal pianeta denominato Sedna, Xena, Eris, Nibiru e siglato 2003 UB 313.

Imperterrito lotto affinché la verità riguardante Nibiru venga ufficializzata, inutili gli stratagemmi degli scettici, quando arriva il giorno in cui credono di avermi beffato, si ritrovano d’improvviso beffati loro, questo sicuramente, oltreché agli amici, anche grazie alla mia fidanzata Patrizia Gigli per la forza che continua ad effondermi, che mai potrà vacillare: è nostro gioioso destino e desiderio sposarci presto; infine torno a segnalare che rimane sempre possibile consultare l’ulteriore sito leggero in megabyte di potenza senza fotografie https://gennarogelmini.maxiblog.it di me medesimo Gennaro Gelmini, che posseggo inoltre anche la e-mail gennaro.gelmini@katamail.com , oltre ad invitarvi per ben diversi argomenti qui non trattati come la poesia, a visualizzare il sito https://anna-rinaldi.over-blog.it di mia madre Anna Rinaldi.